| E io pago, direbbe qualcuno in vena di
scherzare. Ma il sindaco di Lonate Pozzolo Giovanni Canziani non sembra molto disposto a
ridere: «quest'anno abbiamo calcolato una spesa in bilancio di 1 miliardo 190 milioni
dovuta a costi aggiuntivi legati all'attività dell'aeroporto». Tra le voci in questione, secondo il sindaco, ci sarebbero spese per
viabilità, per rilevazioni ambientali, necessità di informatizzare alcuni servizi per
renderli più tempestivi e poi anagrafe: ogni giorno si presenta in Municipio una media di
4 o 5 persone che richiedono una nuova carta d'identità smarrita o dimenticata prima di
arrivare all'imbarco.
I passeggeri in transito al terminal 1, infatti, possono recarsi
negli uffici dei Comuni di Ferno e Lonate, i cui territori fanno parte dell'hub, e
richiedere un nuovo documento. Come funziona la procedura? Semplice. Si fa una
dichiarazione e si chiede il nulla osta dal comune di residenza. Un'operazione che può
durare mezzora come tre o quattro ore. Che, tradotte in termini economici, significano
costi.
Una soluzione al problema potrebbe arrivare da una proposta lanciata
dall'Ancai, l'associazione dei comuni aeroportuali italiani: destinare una parte delle
tasse aeroportuali ai comuni vicino agli aeroporti, creando una sorta di addizionale
comunale che si andrebbe a sommare alla cifra pagata per la carta d'imbarco. Una
contropartita che ripagherebbe di rumore, disagi e lavoro di uffici e tecnici comunali. Il
tutto in attesa che Malpensa diventi quella gallina dalle uova d'oro che tutti si
aspettano.
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