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Ore 12.46.15
Giorno
04/06/07
Gallarate - Contro il presidente del consiglio comunale votano le opposizioni e i franchi tiratori della maggioranza. Che ora dovrà arrivare a un chiarimento
Siluro a Roberto Bosco, la Lega ottiene le sue dimissioni

bosco.jpg (9939 byte)Roberto Bosco (foto) si dimetterà da presidente del consiglio comunale. Lo ha annunciato ieri dopo aver subito una votazione tutt'altro che favorevole, martedì sera in consiglio; votazione da cui non é risultata approvata solo per un voto la revoca della delibera che l'ha eletto nel 1997. Ma le conseguenze sono evidenti a tutti. La maggioranza, o meglio, qualcuno della maggioranza ha tirato un siluro a Bosco. Che ora fa le valigie, si dice non disposto a prestarsi a giochi e giochetti, e rimette il suo mandato all'assemblea, anche se Forza Italia fa sapere di volerlo riconfermare al suo posto. Si può fare? Certo, basterà convincere i franchi tiratori che l'altra sera hanno dato nel segreto dell'urna un voto contro Bosco. Rimane da stabilire se questi ultimi vogliono in cambio qualcosa o se si adegueranno per disciplina di partito.

La manovra, chiamiamola così, che ha portato al ko politico, almeno per ora, del presidente parte da lontano. Qualche retroscena: la Lega Nord é stata la promotrice della battaglia contro Bosco. «Niente di personale» hanno detto alcuni esponenti del carroccio, pur nell'accanimento contro il presidente. E allora, qual é il problema? Da una parte, bisogna dire, un motivo legato all'operato di Bosco c'é davvero. Alcuni dei consiglieri leghisti sono arrabbiati per il rinvio della discussione sulla commissione rifiuti e per la mancata disponibilità dei documenti della casa di riposo: insomma una presunta poca trasparenza.

Ma c'é dell'altro. Roberto Bosco si iscrive a Forza Italia, in un momento di delicato passaggio politico. C'é un accordo tra Lega e Polo che a Gallarate, come da altre parti, non riesce a funzionare, anche perché Forza Italia, specie qui a Gallarate, ha una tale forza da permettersi di trattare gli alleati con una certa sufficienza: vedi Alleanza Nazionale. Semplice il ragionamento dei leghisti: il gruppo é fortemente in disaccordo rispetto a Forza Italia su tutta la partita urbanistica legata alla 336, alla Borgomaneri, alla Galdabini ecc. Se accordo deve essere, alle prossime elezioni, la Lega vuole arrivarci scalpitando un pò o addirittura tentando un colpaccio: se Bosco salta, i lavori dovranno essere condotti dal consigliere anziano in carica, ovvero Massimo Gnocchi della Lega Nord. Avere il presidente del consiglio, sia chiaro, significa decidere di cosa si discute e di cosa no. Almeno fino alla nomina di un nuovo presidente.

Il bersaglio scelto, allora, nel gioco di equilibri con Forza Italia, diventa proprio Bosco, soprattutto quando si comincia a diffondere la voce che potrebbe essere il possibile candidato sindaco alle prossime elezioni. I leghisti si incapponiscono nella loro battaglia e a questo punto diventa una questione prettamente politica: non si decide senza di noi. Ma dove vanno a pescare i voti per mettere sotto Bosco? Questo non è chiaro. Tra An, Socialisti, Liberaldemocratici gli scontenti non mancano. Ed evidentemente si riescono a trovare le vie giuste per mettere un po' di sale tra le ferite.

Ciò che é sicuro é che la votazione é a scrutinio segreto e che ci vogliono i due terzi dell'assemblea per approvare la revoca  al primo colpo. Va tutto secondo copione: 17 no alla richiesta della Lega, 9 sì e 3 bianche. Si deve passare alla seconda votazione, che richiede la maggioranza: 16 voti per approvare la revoca. E qui succede il colpo di scena: votano a favore di Bosco solo in 12, uno si astiene e ben 15 voti sono contro di lui. E c'é da dire che mancava un consigliere del Centrosinistra, Barban, altrimenti la revoca della delibera sarebbe probabilmente passata.

Ma Bosco capisce l'antifona. Qualcuno gli ha tirato una tegola. E lui si fa da parte in attesa di capire chi ha tradito e perché. L'11luglio convocherà il prossimo consiglio comunale e allora dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni.

Roberto Rotondo

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