Fausto Forti (nella foto a destra),
"il consigliere santificato dalla maggioranza",
per usare un'espressione del coordinatore dei Democratici, Umberto Dato, respinge le
accuse al mittente. Le sue scuse e "il suo dolore nel cuore" per la faccenda
della lettera perduta nel cassetto unita alla sua decisione di votare a favore del
rendiconto di gestione, non mancheranno di sortire effetti politici. «La mia
decisione ha una sua ragione d'essere. Io voto secondo coscienza, io ragiono con la mia
testa e quando scopri certe cose, come quelle di questa sera, allora non puoi arrampicarti
sui vetri. Il Comune dovrà tirare fuori 500milioni cash, e in questo caso ci sono anche
delle responsabilità politiche della passata maggioranza di cui io facevo parte». Sulla questione accennata dal coordinatore dei Democratici,
circa una mancata concertazione delle decisioni da prendere nella seduta consiliare,
Fausto Forti taglia corto.« Ci siamo riuniti con gli altri segretari della coalizione e
bilancio alla mano abbiamo tratto le nostre conclusioni. È vero che Federico Franchi ha
inviato una lettera ai coordinatori dei Laburisti-Democratici- Repubblicani per confermare
se erano all'interno della coalizione o no. Ma il fatto che il solo Dato ha risposto
conferma che è la sua posizione ad essere isolata rispetto al resto della
coalizione».
Fausto Forti è dunque deciso a ribadire la sua autonomia rispetto
alle scelte che di volta in volta, come consigliere di minoranza, deve fare e richiama
alla memoria la dichiarazione d'intenti che a suo tempo fece con il resto della sua
coalizione.«Vorrei ricordare - conclude Forti - che quando ci fu il 'processo ' del
Centrosinstra io ho posto dei problemi sulla linea da tenere che potrei così riassumere:
da una parte noi non facciamo politica con pregiudizio e comunque, nonostante quello che
dice Umberto Dato, la nostra poliitica è concordata all'interno della lista. E poi
bisogna dirlo: la politica del Centrosinistra non puo' essere fatta dagli ex assessori».
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