La commissione per la telefonia si è pronunciata.
Costituita alla fine del 1999 sotto la pressione di un comitato di cittadini che, nel
giugno dello stesso anno, aveva presentato una petizione popolare, affinché non venissero
più rilasciate concessioni edilizie alle richieste di nuovi impianti per la telefonia
cellulare, la commissione è giunta a delle conclusioni. Nella relazione prodotta,
otto pagine con tanto di planimetria della città, sono indicati i siti che potranno
ospitare i nuovi impianti. Un documento importante, anche perché pochi sono i precedenti
simili nella nostra provincia.Le aree individuate sono quelle
comprese tra: 1) viale Europa e via padre Reginaldo Giuliani, a sud
dell'Esselunga; 2) via Milano, il torrente Lura, a sud del
cimitero; 3) la parte di terreno racchiusa tra via Grieg, la linea
ferroviaria Saronno Sud e via Archimede; 4) 'area posta a nord di Saronno
tra via Don Volpi, via Togliatti; 5) l'area delimitata a sud della via
Strà Madonna e ad ovest in prossimità dell'autostrada Milano-Como.
Lo studio della commissione, presieduta
dal consigliere Mario Daniele Etro, ha però prestato il fianco ad alcune critiche
della minoranza rispetto ai criteri di scelta delle zone, soprattutto quelli riguardanti
le distanze dai luoghi sensibili (scuole, ospedali, asili nido ecc.ecc.). In particolare
la scelta delle zone indicate nei punti uno e cinque. Infatti in quelle aree i primi
tessuti residenziali sono distanti 65 metri, mentre nelle restanti (2, 3,4) sono a
cento metri.
«Il principio guida - afferma Augusto Airoldi del Ppi- deve essere
la maggior prudenza possibile. Più alta è la frequenza più l'azione si fa nociva per i
tessuti. Il problema sta nella potenza in rapporto alla frequenza. Questo documento
va emendato proprio nei punti uno e cinque perché al distanza indicata non è prudente,
la distanza va portata ad almeno cento metri per tutti».
Non ci sono buone notizie per gli abitanti di via San Giuseppe che
le antenne devono già sopportarle. Lo stesso presidente della commissione ha definito
deludente l'incontro avuto con la Telecom, che non ha mostrato particolare interesse alla
questione.
Marco Strada (nella
foto a sinistra), consigliere di Rifondazione comunista, da sempre
impegnato sulle questioni ambientali, ha ribadito l'importanza di questo lavoro, ma con
un'avvertenza.
«Si è cercato di rispondere ai cittadini per risolvere concretamente questo problema. La
commissione ha avuto un incontro con le compagnie telefoniche e le ha
ascoltate. Ora da questa bozza di documento possono uscire due ipotesi: o un articolo
aggiuntivo a quello che puo' essere il regolamento edilizio, a mio avviso appena
sufficiente, oppure un regolamento specifico che riguardi la telefonia cellulare, che, al
contrario, mi sembra una risposta migliore. Di questo lavoro però non mi convince il
discorso delle distanze dalle aree sensibili, sarebbe forse meglio parlare di persone
sensibili. Se nell'area prescelta ci fosse anche una sola persona che porta il pace-maker,
l'area non sarebbe idonea».
Numerosi gli interventi della maggioranza e della minoranza.
Se da una parte c'è l'incognita di una confusione e di un'ignoranza oggettiva, che non è
solo del consiglio comunale di Saronno, ma della scienza, che sull'argomento non puo' dare
risposte certe; dall'altra c'è una normativa difficile da bypassare che impone,
verificata la sussistenza dei requisiti, di dare le concessioni alle compagnie che lo
richiedono, e il rischio che qualche gestore di telefonia mobili trascini il Comune
davanti al Tar esiste realmente.
«Quel che non è dimostrato non puo' essere vero o falso» ha
affermato scientificamente il consigliere Beneggi, ma resta il fatto che l'incognita non
fa dormire sonni tranquilli ai cittadini.
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