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Giorno
04/06/07
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Scelte le aree che ospiteranno le nuove antenne

Saronno - La commissione per lo studio degli impianti per la telefonia cellulare ha presentato la sua relazione finale e individuato le cinque aree per le nuove antenne
Scelte le aree che ospiteranno le nuove antenne

dewolf.jpg (3441 byte)La commissione per la telefonia si è pronunciata. Costituita alla fine del 1999 sotto la pressione di un comitato di cittadini che, nel giugno dello stesso anno, aveva presentato una petizione popolare, affinché non venissero più rilasciate concessioni edilizie alle richieste di nuovi impianti per la telefonia cellulare, la commissione è giunta a delle conclusioni. Nella  relazione prodotta, otto pagine con tanto di planimetria della città, sono indicati i siti che potranno ospitare i nuovi impianti. Un documento importante, anche perché pochi sono i precedenti simili nella nostra provincia.

Le aree individuate sono quelle comprese tra: 1) viale Europa e via padre Reginaldo Giuliani, a sud dell'Esselunga; 2) via Milano, il torrente Lura,  a sud del cimitero; 3) la parte di terreno racchiusa tra via Grieg, la linea ferroviaria Saronno Sud e via Archimede; 4) 'area posta a nord di Saronno tra via Don Volpi, via Togliatti; 5) l'area delimitata a sud della via Strà Madonna e ad ovest in prossimità dell'autostrada Milano-Como.

gillirenoldi.jpg (7790 byte)Lo studio della commissione, presieduta dal consigliere  Mario Daniele Etro, ha però prestato il fianco ad alcune critiche della minoranza rispetto ai criteri di scelta delle zone, soprattutto quelli riguardanti le distanze dai luoghi sensibili (scuole, ospedali, asili nido ecc.ecc.). In particolare la scelta delle zone indicate nei punti uno e cinque. Infatti in quelle aree i primi tessuti residenziali sono distanti 65 metri, mentre nelle restanti (2, 3,4)  sono a cento metri.

«Il principio guida - afferma Augusto Airoldi del Ppi- deve essere la maggior prudenza possibile. Più alta è la frequenza più l'azione si fa nociva per i tessuti. Il problema sta nella potenza  in rapporto alla frequenza. Questo documento va emendato proprio nei punti uno e cinque perché al distanza indicata non è prudente, la distanza va portata ad almeno cento metri per tutti».

Non ci sono buone notizie per gli abitanti di via San Giuseppe che le antenne devono già sopportarle. Lo stesso presidente della commissione ha definito deludente l'incontro avuto con la Telecom, che non ha mostrato particolare interesse alla questione.

strada2.jpg (3755 byte)Marco Strada (nella foto a sinistra), consigliere di Rifondazione comunista, da sempre impegnato sulle questioni ambientali, ha ribadito l'importanza di questo lavoro, ma con un'avvertenza.
«Si è cercato di rispondere ai cittadini per risolvere concretamente questo problema. La commissione ha avuto un incontro con le compagnie telefoniche e le ha    ascoltate. Ora da questa bozza di documento possono uscire due ipotesi: o un articolo aggiuntivo a quello che puo' essere il regolamento edilizio, a mio avviso appena sufficiente, oppure un regolamento specifico che riguardi la telefonia cellulare, che, al contrario, mi sembra una risposta migliore. Di questo lavoro però non mi convince il discorso delle distanze dalle aree sensibili, sarebbe forse meglio parlare di persone sensibili. Se nell'area prescelta ci fosse anche una sola persona che porta il pace-maker, l'area non sarebbe idonea».

Numerosi gli interventi della maggioranza e della minoranza.   Se da una parte c'è l'incognita di una confusione e di un'ignoranza oggettiva, che non è solo del consiglio comunale di Saronno, ma della scienza, che sull'argomento non puo' dare risposte certe; dall'altra c'è una normativa difficile da bypassare che impone, verificata la sussistenza dei requisiti, di dare le concessioni alle compagnie che lo richiedono, e il rischio che qualche gestore di telefonia mobili trascini il Comune davanti al Tar esiste realmente.

«Quel che non è dimostrato non puo' essere vero o falso» ha affermato scientificamente il consigliere Beneggi, ma resta il fatto che l'incognita non fa dormire sonni tranquilli ai cittadini.

M.M.

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