Anche se di recente
il mondo musicale di Pieranunzi si è ampliato ed espresso in una più vasta gamma di
situazioni (piano solo, quintetto, collaborazioni varie) non cè dubbio che il trio
ha per lo più costituito negli anni il fulcro della sua attività. Con questa formazione
egli ha infatti inciso buona parte dei suoi numerosi cd ed ha ottenuto i più prestigiosi
riscontri di pubblico e critica nazionali ed internazionali.
La biografia jazzistica di Enrico Pieranunzi ha per
molti versi laspetto di una bellissima fiaba musicale. Basti pensare che alcuni dei
musicisti più prestigiosi con cui il pianista romano ha suonato ed inciso (Chet Baker e
Lee Konitz per esempio) sono stati gli stessi di cui, a pochi anni di età, era solito
sentire, affascinato, i dischi a settantotto giri. Il padre Alvaro, valente chitarrista di
jazz, era un grandissimo appassionato di questa musica ed amava tenersi aggiornato sulle
ultime novità. Fu appunto a fianco di Alvaro, oltre che grazie allascolto di quei
dischi, che Enrico apprese presto alcuni elementi base di quella musica.
Contemporaneamente (intorno ai sei anni di età), cominciò a prendere lezioni private di
piano classico e ad approfondire quella tradizione accademica che, da allora in poi, si
sarebbe sempre affiancata ed intrecciata con le sue esperienze di jazzista. Nel 1972,
infatti, Pieranunzi si diploma in pianoforte, e dallanno successivo inizia ad
insegnarlo in Conservatorio.
Al 1975 risale lincisione del primo LP a suo
nome. Da allora ha inizio una carriera che progressivamente ha fatto di lui un artista di
fama internazionale. Innumerevoli le sue collaborazioni con luminari del jazz (Art Farmer,
Paul Motian, Marc Johnson, ecc.) e le sue partecipazioni ai più prestigiosi festival
internazionali.
Oltre che esibirsi spesso in piano solo, guida il
suo trio italiano e uno europeo. Ha registrato una trentina di cd a suo nome, pubblicato
due raccolte di suoi pezzi pianistici e scritto, nel 1994, un libro sul grande pianista
statunitense Bill Evans.
Nel 1989 la rivista Musica Jazz lo ha
premiato come miglior musicista italiano. Nel 1997, in Francia, ha ricevuto il
"Django dOr" come miglior musicista europeo.