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Ore 12.47.36
Giorno
04/06/07
La campagna "Acquisti trasparenti" nel sito di Manitese

Amnesty International

Le azioni dell'Unicef

 

Sesto Calende - Se Varese vuole davvero cambiare musica, l'adesione  delle associazioni degli imprenditori e la loro presenza alla designazione di Caielli a difensore ideale dei bambini, è sicuramente una delle note più apprezzabili
Come cambia la musica a Varese

Visibilmente commosso Roberto Caielli, sindaco di Sesto Calende, designato ieri sera dall'Unicef l'ideale sindaco difensore dei bambini, nel corso del primo appuntamento di "Varese vuole cambiare musica", l'iniziativa di sensibilizzazione contro lo sfruttamento del lavoro minorile, pensata dall'Unicef e che ha visto la significativa adesione della Cna, Confesercenti, Lega Coop, Associazione artigiani, Associazione panificatori e Acai di Varese.

Significativa quanto la presenza ieri sera di alcuni rappresentanti di queste associazioni, come Gianni Mazzoleni, Gianni Lucchina, Giorgio Merletti, in una serata in cui uno dei temi conduttori è stata anche la responsabilità sociale dell'impresa e se Varese vuole davvero cambiare musica, la strada scelta sembra davvero azzeccata.

Molti i relatori della serata, il sindaco Caielli che con la designazione a difensore dei bambini ha assicurato il suo personale impegno, insieme a quella dell'intero consiglio a convocare almeno una volta all'anno un consiglio dei ragazzi, Maurizio Turcato, presidente del comitato provinciale dell'Unicef, che ha spiegato il gesto con la necessità di partire dalle piccole comunità per «difendere i diritti dei nostri bambini, che in tal modo possono capire il funzionamento della   vita civica e amministrativa del loro paese».

«Nonostante il benessere, ancora alto è il tasso di mortalità, ancora 140milioni di bambini sono sfruttati e non solo nei paesi poveri, in Italia i dati sono allarmanti» ha spiegato Turcato che in tal modo ha voluto distruggere alcuni stereotipi, come l'impiego del lavoro minorile nelle multinazionali. Solo il 5% dei bambini sfruttati è infatti impiegato in esse, il restante 95% si consuma nelle strade, nelle famiglie di origine o in quelle in cui i bambini sono venduti, prestati, affittati, bambini senza identità, inesistenti, perché mai registrati all'atto della nascita. Fra le azioni Unicef acquisisce così  importanza la registrazione anagrafica dei neonati, il miglioramento dell'istruzione.   

A sottolineare il valore dell'adesione delle associazioni degli imprenditori  Ivana Brunato, segretaria provinciale della Cgil, a conferma che «è possibile agire e produrre affrontando anche i lati oscuri e meno nobili della produzione della ricchezza». Che la situazione. «Il sindacato -continua la Brunato- si batte affinché negli accordi commerciali siano introdotte le clausole sociali, quali l'identificazione del prodotto» e dalla parte di chi acquista una scelta può essere quella del consumo critico.

Giovanna Di Domenico, responsabile varesina di Amnesty International, ha riportato la questione sul piano generale di violazione dei diritti umani, che ha come vittime i bambini e dietro questi le condizioni di povertà che affamano le famiglie. Le crisi finanziarie, i potentati economici, l'indebitamento dei paesi poveri e i piani di aggiustamento del Fondo monetario internazionale, che impongono drastiche tagli alla spesa sociale sono i temi toccati dalla Di Domenico, che esprimendo la posizione di Amnesty, ritiene che «il mondo economico ha la possibilità di intervenire nei paesi in cui opera, imponendo il rispetto dei diritti umani perché il silenzio dei potentati economici non è mai neutrale». A riguardo Amnesty sta portando avanti  da mesi la campagna "Acquisti trasparenti, per una produzione responsabile".

La conclusione della serata è toccata alle parole di Enrico Marocchi, responsabile del comitato organizzatore che a fronte di una questione così drammatica ha elogiato la discrezione dei relatori e ha rivolto un invito ai presenti a lavorare sulla responsabilità sociale dell'impresa. 

Catia Spagnolo

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