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commosso Roberto Caielli, sindaco di Sesto Calende, designato ieri sera dall'Unicef
l'ideale sindaco difensore dei bambini, nel corso del primo appuntamento di "Varese
vuole cambiare musica", l'iniziativa di sensibilizzazione contro lo sfruttamento del
lavoro minorile, pensata dall'Unicef e che ha visto la significativa adesione della Cna,
Confesercenti, Lega Coop, Associazione artigiani, Associazione panificatori e Acai di
Varese. Significativa quanto la presenza ieri sera di
alcuni rappresentanti di queste associazioni, come Gianni Mazzoleni, Gianni Lucchina,
Giorgio Merletti, in una serata in cui uno dei temi conduttori è stata anche la
responsabilità sociale dell'impresa e se Varese vuole davvero cambiare musica, la strada
scelta sembra davvero azzeccata.
Molti i relatori della serata, il sindaco Caielli che con
la designazione a difensore dei bambini ha assicurato il suo personale impegno, insieme a
quella dell'intero consiglio a convocare almeno una volta all'anno un consiglio dei
ragazzi, Maurizio Turcato, presidente del comitato provinciale dell'Unicef, che ha
spiegato il gesto con la necessità di partire dalle piccole comunità per «difendere i
diritti dei nostri bambini, che in tal modo possono capire il funzionamento della
vita civica e amministrativa del loro paese».
«Nonostante il benessere, ancora alto è il tasso di
mortalità, ancora 140milioni di bambini sono sfruttati e non solo nei paesi poveri, in
Italia i dati sono allarmanti» ha spiegato Turcato che in tal modo ha voluto distruggere
alcuni stereotipi, come l'impiego del lavoro minorile nelle multinazionali. Solo il 5% dei
bambini sfruttati è infatti impiegato in esse, il restante 95% si consuma nelle strade,
nelle famiglie di origine o in quelle in cui i bambini sono venduti, prestati, affittati,
bambini senza identità, inesistenti, perché mai registrati all'atto della nascita. Fra
le azioni Unicef acquisisce così importanza la registrazione anagrafica dei
neonati, il miglioramento dell'istruzione.
A sottolineare il valore dell'adesione delle associazioni
degli imprenditori Ivana Brunato, segretaria provinciale della Cgil, a conferma che
«è possibile agire e produrre affrontando anche i lati oscuri e meno nobili della
produzione della ricchezza». Che la situazione. «Il sindacato -continua la Brunato- si
batte affinché negli accordi commerciali siano introdotte le clausole sociali, quali
l'identificazione del prodotto» e dalla parte di chi acquista una scelta può essere
quella del consumo critico.
Giovanna Di Domenico, responsabile varesina di Amnesty
International, ha riportato la questione sul piano generale di violazione dei diritti
umani, che ha come vittime i bambini e dietro questi le condizioni di povertà che
affamano le famiglie. Le crisi finanziarie, i potentati economici, l'indebitamento dei
paesi poveri e i piani di aggiustamento del Fondo monetario internazionale, che impongono
drastiche tagli alla spesa sociale sono i temi toccati dalla Di Domenico, che esprimendo
la posizione di Amnesty, ritiene che «il mondo economico ha la possibilità di
intervenire nei paesi in cui opera, imponendo il rispetto dei diritti umani perché il
silenzio dei potentati economici non è mai neutrale». A riguardo Amnesty sta portando
avanti da mesi la campagna "Acquisti trasparenti, per una produzione responsabile".
La conclusione della serata è toccata alle parole di
Enrico Marocchi, responsabile del comitato organizzatore che a fronte di una questione
così drammatica ha elogiato la discrezione dei relatori e ha rivolto un invito ai
presenti a lavorare sulla responsabilità sociale dell'impresa.
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