| Novanta
giorni: un vero e proprio ultimatum del Comune di Venegono Superiore sta sollevando
roventi polemiche e rischia seriamente di far chiudere i battenti ad una Cooperativa
Sociale che dà lavoro ad una trentina di persone tra operatori e lavoratori svantaggiati,
in particolare disabili, ex tossicodipendenti e carcerati. La storia è tipicamente italiana: la Cooperativa "Il Giardino del
Sole" di Venegono Superiore ha ricevuto dallamministrazione comunale
lordine di demolire entro novanta giorni tre serre, ovvero la propria sede
adibita anche a vendita di fiori e due spazi coltivati. Le tre opere ritenute abusive
sorgono su unarea demaniale, accanto al cimitero, allinterno della fascia di
rispetto stabilita dalla legge. La Cooperativa si era insediata nelle serre nel 1993, al
posto di una precedente associazione dal nome "La casa davanti al sole":
il terreno era stato concesso in uso per lattività di florovivaismo fin dal 1984,
con un tacito consenso delle stessa amministrazione comunale allora in carica.
Ora, dopo 16 anni, a seguito di una segnalazione anonima
presentata lo scorso 4 aprile, lamministrazione comunale presieduta dalla
signora Ciantia dei Comunisti Italiani si è improvvisamente "accorta"
dellesistenza di tre serre abusive: di qui è scaturita lingiunzione alla
demolizione e al ripristino del terreno, provvedimento a cui si è giunti a seguito di un
sopralluogo della Polizia Municipale.
Purtroppo, il Comune di Venegono Superiore non aveva mai
stipulato alcun contratto di comodato con la cooperativa: ha usato il metodo
"italiano" di chiudere un occhio per diversi anni e ora, improvvisamente,
lha riaperto. Lo sgomento, soprattutto tra gli operatori del Giardino del Sole è
forte e le preoccupazioni sono serie: "Noi siamo qui dal 1993 spiega la
presidente Maria Teresa Sansone e a quellepoca le serre cerano già. Se
cè stato un abuso lo si è fatto prima e con la benedizione della stessa
amministrazione comunale".
La signora Sansone ammette che in seguito sono state fatte
delle migliorie, ma soltanto per il bene dei ragazzi che lavorano in quel luogo:
"Abbiamo risistemato le serre perché avevano vetri rotti e subivamo parecchi furti.
Poi abbiamo pavimentato alcune parti della sede principale, con dei blocchi soltanto
posati al suolo e che si possono rimuovere quando si vuole. Avevamo scelto
questa soluzione perché quando pioveva sul terreno si formava del fango e i ragazzi erano
costretti a lavorare in un ambiente malsano. Già hanno i loro problemi, dovevamo per
forza farli lavorare nellacqua?"
Non si può negare lingenuità commessa dal Giardino
del Sole, ma il provvedimento del Comune dopo 16 anni ha degli aspetti
paradossali: " Le serre sono state fatte e viste da tutti già dal 1984 e a tutti
stava bene così. Larea demaniale infatti, non rientra in progetti per
lampliamento del cimitero. E poi le serre sono strutture facilmente smantellabili in
caso di reale necessità, non sono mica case!"
Il presidente della Cooperativa attacca duramente la
politica della giunta: " In fondo stiamo facendo del bene, cercando soprattutto di
dare lavoro a persone in difficoltà. Noi stiamo concretamente operando sul territorio
contro il disagio sociale. La giunta invece pensa soltanto a metterci il bastone tra le
ruote. Il problema è che non cè la volontà politica di trovare una soluzione al
problema, altrimenti si sarebbe adottato un atteggiamento completamente differente".
Ora la vicenda è in mano agli avvocati: si spera di poter
ricorrere al Tar ma gli spazi di manovra sembrano piuttosto limitati. "In ogni caso
dichiara la presidente noi non abbiamo intenzione di muoverci di qui. La
gente del paese è con noi, vede tutti i giorni cosa facciamo per la comunità.
Lamministrazione comunale dovrà cacciarci con la forza, noi piuttosto di arrenderci
ci incateniamo qui".
Una valutazione corretta della questione non può ignorare
lerrore seppur in buona fede - commesso dal Giardino del Sole: pur con tutta
la valenza sociale e limportanza contro il disagio, le cooperative sociali
sia di tipo A che di tipo B- rimangono aziende, ovvero imprese economiche che devono sia
sottostare a regole precise, sia imparare a tutelarsi con tutti gli strumenti
legali. Certamente fa un po rabbrividire
vedere una giunta di sinistra, retta da un rappresentante dei Comunisti Italiani,
infierire su una Cooperativa Sociale che costituisce una risposta concreta alla domanda
sociale del territorio, domanda che lente pubblico da solo non sa esaudire.
Si è proprio sicuri che non si possa trovare una soluzione
alternativa alle distruzione del Giardino del Sole?
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