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Ore 12.47.56
Giorno
04/06/07
 

Varese - Il Segratario Provinciale dellla CNA traccia un primo bilancio della seconda edizione di "Varese vuole cambiare musica"

"Accendiamo i riflettori sul mondo del lavoro"

Riceviamo e pubblichiamo

A nove mesi dalla prima edizione, "Varese vuole cambiare musica" ripropone ai cittadini, alle imprese ed all’opinione pubblica il tema della libertà e della legalità dell’impresa e del lavoro con una settimana di impegno, di riflessione e di festa di cui l’appuntamento di questa sera rappresenta forse il momento cruciale.

Ritengo doveroso, prima di ogni altra considerazione, porre l’accento e sottolineare la crescita di una manifestazione che può oggi annoverare nel Comitato organizzatore tutte le Associazioni di rappresentanza dell’artigianato operanti in Provincia, una parte consistente di quelle del Commercio, la Lega delle Cooperative e l’UNICEF, che è patrocinata dalla Provincia di Varese e dai Comuni di Varese e di Busto Arsizio e che ha potuto contare sul sostegno politico e finanziario della C.C.I.A.A. di Varese e che non è più concentrata in una sola giornata in una sola località ma che finirà per abbracciare, con le tre iniziative in cui è suddivisa, una fascia rilevante e significativa della nostra Provincia.

La C.N.A. è una delle Associazioni che hanno avuto l’idea e il coraggio civile di "gettare il sasso" nell’acqua stagnante di un argomento che, troppo spesso, esce dalla normalità del silenzio solo quando si manifesta con modalità tragiche e oggi vuole esprimere il legittimo orgoglio per averci provato e per essere riuscita a coinvolgere nella discussione e nella denuncia tante altre forze dell’imprenditoria della Provincia.

Si tratta di questioni complesse e spinose e parlarne, lo sappiamo bene, non significa trovare la soluzione ma la loro natura stessa impone che le si affronti e le si denunci.

Abbiamo ancora in mente le statistiche stimate, ma non per questo meno drammatiche, sul lavoro minorile che il dibattito di mercoledì sera nella Sala consiliare del Comune di Sesto Calende ha sbattuto sulle nostre coscienze: una vergogna da cui nemmeno il nostro ricco paese è immune, anzi …

E anche nella serata di Busto Arsizio il lavoro irregolare è emerso nella sua cruda essenza di negazione della dignità dell’essere umano e di annullamento dei valori positivi del mercato e della libera concorrenza.

Dagli interventi dell’Ispettorato del Lavoro, dei rappresentanti delle Associazioni e dalle risposte della C.C.I.A.A. e della Provincia è emerso un quadro preoccupante anche per la nostra Provincia, ma si è anche iniziato a parlare dei rimedi possibili : l’istituzione dell’osservatorio, una politica della prevenzione basata sulla flessibilità del mercato del lavoro, la capacità di coordinamento nell’attività di repressione …

Le nuove competenze della Provincia, in particolare, potrebbero costituire un elemento aggiunto da impiegare.

Una impostazione della discussione pragmatica e concreta, quindi, e le parole di Don Ciccone della Pastorale del Lavoro, la sua risposta alla provocazione sul rapporto complesso tra etica e business, ha avuto il pregio di porre i partecipanti alla serata – quasi un centinaio di persone – di fronte ad un altro problema non secondario, il ricupero dei troppi esclusi in una Società sempre più alienata e lontana dai valori umani.

Purtroppo, tanto per rimanere in tema con il titolo della manifestazione, deve essere rimarcata con forza e con rammarico la nota stonata dell’insensibilità del Ministero del Lavoro che, pur informato per tempo dell’iniziativa, non solo non ha ritenuto utile partecipare, direttamente o per il tramite di un Sottosegretario e anche semplicemente di uno dei tanti componenti del suo gabinetto, al confronto ma non ha nemmeno motivato in alcun modo un comportamento incomprensibile e ingiustificabile.

Così come è estremamente deludente la risposta ottenuta dalla richiesta di adesione al manifesto dell’iniziativa : solo una quindicina di Comuni su 141, quattro parlamentari nazionali su nove, 1 parlamentare regionale su 10.

E’ l’amara contabilità di una classe politica disattenta e chiusa dentro il palazzo, tanto arrogante quanto incapace di cogliere i punti qualificanti della convivenza civile e sociale.

Per ritornare alla manifestazione, l’atto finale si avrà domenica 4 Giugno, nel centro di Varese, con la festa di 24 bande che, prima in gruppi di 3 e, in conclusione, tutte insieme, suoneranno per affermare la voglia che il nostro territorio ha di cambiare musica.

Perché, come si dice in un passaggio del documento , questa nostra Provincia non sarà la punta dell’iceberg, ma non è di sicuro estranea ai fenomeni che stiamo denunciando, e avvenimenti vergognosi e tragici di un recentissimo passato, quali la terribile e drammatica morte di Jon Cazacu e le ripetute scoperte di laboratori clandestini dove esseri umani vivono per lavorare in uno stato di sostanziale schiavitù ne sono triste conferma.

La convinzione profonda è che il modo migliore per contrastare e sconfiggere abusivismo, lavoro irregolare e lavoro minorile sia il portarne costantemente sotto la luce dei riflettori la sconfitta della ragione e della dignità insita nella loro esistenza e gli effetti nefasti che produce, stimolare e impegnare le Istituzione e gli organi dello Stato; anche e soprattutto dopo che l’ultima parola e l’ultima nota di questa settimana di impegno si saranno disperse nell’aria.

Per quanto ci riguarda, noi siamo disposti a continuare nel nostro lavoro di Associazione responsabile e impegnata nel non semplice compito di conciliare le leggi dell’economia con l’etica, la mondializzazione con la crescita delle condizioni e dei diritti umani, il progresso con l’ambiente, con una speranza ed un obiettivo : che da Varese, da questa realtà tutto sommato ricca ed appagata anche se piena di contraddizioni, parta l’impulso perché in ogni luogo del mondo si ricuperi quella voglia di dignità che è la premessa indispensabile per pensare, ovunque, di cercare per davvero di cambiare musica.

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