allopinione pubblica il tema della libertà e della legalità
dellimpresa e del lavoro con una settimana di impegno, di riflessione e di festa di
cui lappuntamento di questa sera rappresenta forse il momento cruciale.
Ritengo doveroso, prima di ogni altra considerazione, porre
laccento e sottolineare la crescita di una manifestazione che può oggi annoverare
nel Comitato organizzatore tutte le Associazioni di rappresentanza dellartigianato
operanti in Provincia, una parte consistente di quelle del Commercio, la Lega delle
Cooperative e lUNICEF, che è patrocinata dalla Provincia di Varese e dai Comuni di
Varese e di Busto Arsizio e che ha potuto contare sul sostegno politico e finanziario
della C.C.I.A.A. di Varese e che non è più concentrata in una sola giornata in una sola
località ma che finirà per abbracciare, con le tre iniziative in cui è suddivisa, una
fascia rilevante e significativa della nostra Provincia.
La C.N.A. è una delle Associazioni che hanno avuto lidea e il
coraggio civile di "gettare il sasso" nellacqua stagnante di un argomento
che, troppo spesso, esce dalla normalità del silenzio solo quando si manifesta con
modalità tragiche e oggi vuole esprimere il legittimo orgoglio per averci provato e per
essere riuscita a coinvolgere nella discussione e nella denuncia tante altre forze
dellimprenditoria della Provincia.
Si tratta di questioni complesse e spinose e parlarne, lo sappiamo
bene, non significa trovare la soluzione ma la loro natura stessa impone che le si
affronti e le si denunci.
Abbiamo ancora in mente le statistiche stimate, ma non per questo meno
drammatiche, sul lavoro minorile che il dibattito di mercoledì sera nella Sala consiliare
del Comune di Sesto Calende ha sbattuto sulle nostre coscienze: una vergogna da cui
nemmeno il nostro ricco paese è immune, anzi
E anche nella serata di Busto Arsizio il lavoro irregolare è emerso
nella sua cruda essenza di negazione della dignità dellessere umano e di
annullamento dei valori positivi del mercato e della libera concorrenza.
Dagli interventi dellIspettorato del Lavoro, dei rappresentanti
delle Associazioni e dalle risposte della C.C.I.A.A. e della Provincia è emerso un quadro
preoccupante anche per la nostra Provincia, ma si è anche iniziato a parlare dei rimedi
possibili : listituzione dellosservatorio, una politica della prevenzione
basata sulla flessibilità del mercato del lavoro, la capacità di coordinamento
nellattività di repressione
Le nuove competenze della Provincia, in particolare, potrebbero
costituire un elemento aggiunto da impiegare.
Una impostazione della discussione pragmatica e concreta, quindi, e le
parole di Don Ciccone della Pastorale del Lavoro, la sua risposta alla provocazione sul
rapporto complesso tra etica e business, ha avuto il pregio di porre i partecipanti alla
serata quasi un centinaio di persone di fronte ad un altro problema non
secondario, il ricupero dei troppi esclusi in una Società sempre più alienata e lontana
dai valori umani.
Purtroppo, tanto per rimanere in tema con il titolo della
manifestazione, deve essere rimarcata con forza e con rammarico la nota stonata
dellinsensibilità del Ministero del Lavoro che, pur informato per tempo
delliniziativa, non solo non ha ritenuto utile partecipare, direttamente o per il
tramite di un Sottosegretario e anche semplicemente di uno dei tanti componenti del suo
gabinetto, al confronto ma non ha nemmeno motivato in alcun modo un comportamento
incomprensibile e ingiustificabile.
Così come è estremamente deludente la risposta ottenuta dalla
richiesta di adesione al manifesto delliniziativa : solo una quindicina di Comuni su
141, quattro parlamentari nazionali su nove, 1 parlamentare regionale su 10.
E lamara contabilità di una classe politica disattenta e
chiusa dentro il palazzo, tanto arrogante quanto incapace di cogliere i punti qualificanti
della convivenza civile e sociale.
Per ritornare alla manifestazione, latto finale si avrà domenica
4 Giugno, nel centro di Varese, con la festa di 24 bande che, prima in gruppi di 3 e, in
conclusione, tutte insieme, suoneranno per affermare la voglia che il nostro territorio ha
di cambiare musica.
Perché, come si dice in un passaggio del documento , questa nostra
Provincia non sarà la punta delliceberg, ma non è di sicuro estranea ai fenomeni
che stiamo denunciando, e avvenimenti vergognosi e tragici di un recentissimo passato,
quali la terribile e drammatica morte di Jon Cazacu e le ripetute scoperte di laboratori
clandestini dove esseri umani vivono per lavorare in uno stato di sostanziale schiavitù
ne sono triste conferma.
La convinzione profonda è che il modo migliore per contrastare e
sconfiggere abusivismo, lavoro irregolare e lavoro minorile sia il portarne costantemente
sotto la luce dei riflettori la sconfitta della ragione e della dignità insita nella loro
esistenza e gli effetti nefasti che produce, stimolare e impegnare le Istituzione e gli
organi dello Stato; anche e soprattutto dopo che lultima parola e lultima nota
di questa settimana di impegno si saranno disperse nellaria.
Per quanto ci riguarda, noi siamo disposti a continuare nel nostro lavoro
di Associazione responsabile e impegnata nel non semplice compito di conciliare le leggi
delleconomia con letica, la mondializzazione con la crescita delle condizioni
e dei diritti umani, il progresso con lambiente, con una speranza ed un obiettivo :
che da Varese, da questa realtà tutto sommato ricca ed appagata anche se piena di
contraddizioni, parta limpulso perché in ogni luogo del mondo si ricuperi quella
voglia di dignità che è la premessa indispensabile per pensare, ovunque, di cercare per
davvero di cambiare musica.