| Dall'esterno del
centralissimo carcere dei Miogni di Varese, nella tiepida serata d'estate, gli unici segni
del fatto che questa non è una giornata normale per i suoi "ospiti" sono una
jeep dei vigili del fuoco e un lontanissimo suono ritmato, come un rimbombo metallico.
Ma al suo interno, fino alle dieci di sera, la protesta dei detenuti
si è espressa con tutto ciò che era possibile ai reclusi del carcere varesino.
La maretta di questa sera si concluderà con un documento che verrà
consegnato domani dai detenuti, ma si è aperta con il rifiuto della cena, a cui poi è
seguito il rumore alle inferriate causato da posate e suppellettili metalliche. Un rumore
che all'esterno, nella città ancora viva di ragazzi che sfrecciano in motorino e signori
che mangiano il gelato, risultava essere non più che un lievissimo scampanìo, anche se
per nulla festoso.
I vigili del fuoco sono intervenuti "per precauzione" solo
quando i detenuti hanno incominciato a bruciare carta di giornale nelle loro celle, ma
alle 22.30 anche la volante era di ritorno, a siglare la fine della protesta. Una protesta simile a quella che sta scoppiando in tutta Italia, nelle
carceri italiane che scoppiano.
|