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Ore 12.48.17
Giorno
04/06/07
Varese - Frutto di un iter lungo e sofferto, la costruzione della la Chiesa di SantaTeresa del Bambino Gesù è arrivata praticamente alla fine
«La chiesa della provvidenza»

chiesabustec3.jpg (15416 byte)È venuta su come un fungo la chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù delle Bustecche. Partiti i lavori nel marzo dell'anno scorso, la costruzione sarebbe già ultimata se non ci fossero stati i ritardi tecnici imputabili alle cattive condizioni climatiche, ma a settembre sarà funzionale e la fila per i matrimoni c'è già. A Natale sarà invece portato a termine il secondo lotto che comprende gli uffici e la casa parrocchiali, la sagrestia e l'oratorio.

Non così naturale come la costruzione materiale è stato l'iter, durato dieci anni, per arrivare alla concessione edilizia, che, come ha affermato il parroco della chiesa, don Leonardo Bianchi «è arrivata un venerdì santo!». Gli aneddoti sulla storia di quella che don Leonardo definisce la "chiesa della provvidenza" non si contano.

«Dieci anni di attesa e sofferenza per avere solo i permessi, dovuta agli ostacoli e ai ritardi burocratici -sostiene don Leonardo- più volte ci siamo trovati di fronte ad un muro e quando pensavamo che questo fosse insormontabile, provvidenzialmente cadeva e alla fine abbiamo avuto la nostra chiesa». La nostra chiesa perché l'iter così sofferto ha unito e sensibilizzato i parrocchiani, che in più occasioni hanno generosamente risposto agli appelli della parrocchia.

chiesabustecche.jpg (11042 byte)«Come quando è emerso il problema del collettore fognario» ricorda il parroco. La sua presenza sul terreno interessato alla costruzione fu infatti uno degli impedimenti avanzati dall'amministrazione comunale e l'unica scelta quella di spostarlo a spese della parrocchia: 450 milioni. «Siamo riusciti a raccogliere i soldi, con un appalto fatto da loro...-su questi particolari don Leonardo preferisce non addentrarsi- e per una parrocchia non ricca come la nostra è proprio il caso di dire che l'obolo della vedova ha vinto». «Le piccole gocce di tutti i parrocchiani hanno contributo a quell'obiettivo».

Don Leonardo è in questa parrocchia, che unisce le periferie di S.Carlo, Giubiano e Bizzozzero dal 1984, vale a dire da quando la parrocchia esiste. Inizialmente i fedeli erano 2000, adesso, complice l'edificazione di nuovi caseggiati e palazzi nel  quartiere, il numero è salito a 4100.  Un numero non esiguo per la cappella del pensionato che dal 1984 ospita i fedeli e che alla fine non è altro che un localino.

Non tanto lo spazio, perché le chiese, come obietta qualcuno non mancano, è lo scopo che ha motivato in questi anni don Leonardo e i suoi parrocchiani «la chiesa -dice- non è solo il luogo della messa, ma è anche e soprattutto un luogo per la comunità, per crearla».

chiesabustec2.jpg (11941 byte)«Si respirava in quegli anni una volontà a non fare la chiesa» sostiene don Leonardo. Effettivamente si cominciò a lavorare al progetto agli inizi degli anni novanta; ma, secondo il parroco, non fu il clima politico tormentato e instabile a rendere l'impresa ardua, quanto la mancanza di volontà politica, confermata dalle amministrazioni successive. 

Adesso la chiesa c'è e a settembre sarà funzionale, tanto che i genitori hanno voluto spostare le comunioni in quel mese. La struttura, progettata dall'architetto Giuliano Ballabio, è essenziale nel suo interno e originale negli esterni. Tutto sembra rispecchiarsi in questa storia, anche l'idea filosofica della  ricerca continua che ha ispirato l'architetto.

Catia Spagnolo

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