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Ore 12.48.19
Giorno
04/06/07
I colleghi la ricordano come una ragazza fragile
Varese - Caterina Comboni, 36 anni, si é gettata dalla finestra del bagno dopo aver colpito la madre, Rosa Malacrida di 71 anni. La donna si è suicidata mentre gli zii salivano le scale di casa
Uccide la madre e si lancia nel vuoto

ritrovatocorpo.jpg (15844 byte)Si è lanciata dalla finestra del terzo piano, dopo aver ucciso la madre in una colluttazione. E’ accaduto questa notte all’una, in un appartamento di via Varchi 14 a Varese, nella zona dei frati cappuccini.

Secondo gli elementi a disposizione della Squadra Mobile le due donne, Caterina Comboni di 36 anni e Rosa Malacrida di 71, avrebbero avuto probabilmente un litigio. Intorno all’una di questa notte Caterina Comboni telefona allo zio. "Sto male, presto venite" dice all’apparecchio. Parole confuse, che però vengono subito interpretate come sintomo di qualcosa di grave. Lo zio della donna, accompagnato dalla moglie, sorella di Rosa Malacrida, giunge poco dopo nell’appartamento. Suonano il campanello. La Comboni apre. Giunti davanti alla porta d’ingresso la trovano chiusa, ma non a chiave. Entrano e vedono il corpo della madre avvolto in un piumone. Sulla testa una ferita lacero contusa.

Secondo una prima ricostruzione dedotta dalle testimonianze dei vicini, la figlia della Malacrida si sarebbe gettata nel vuoto solo dopo aver aperto il portone. Questi hanno infatti raccontato agli agenti di aver sentito un tonfo e, subito dopo, un parlare concitato di un uomo e di una donna. Caterina Comboni cade dalla finestra del bagno, sul retro del palazzo, e rimane a terra in un vialetto di cemento ed erba. Non è morta, ma non ce la farà. Spira infatti dopo un’ora, all’Ospedale di Circolo.

Dentro l’appartamento rimangono le tracce dell’accaduto. Tutto sembra far ipotizzare a un omicidio seguito da un suicidio disperato e la scena del delitto non pare concedere spazio ad una premeditazione. Piuttosto un raptus: nel pavimento della sala rimane del sangue, ma anche i segni di una sommaria pulizia. Gli agenti trovano infatti gli strofinacci sporchi di sangue nascosti dentro la lavatrice.

sangue1.jpg (18390 byte)Nel lavabo della cucina rimangono due coltelli con evidenti macchie di sangue. Forse un primo tentativo di suicidio. Sul corpo della figlia poi sono state ritrovate ferite alle braccia, riconducibili ad un tentativo di tagliarsi le vene. Ma anche sulle gambe della madre gli agenti hanno trovato dei tagli, particolare che non fa escludere l’ipotesi che la donna abbia cercato anche di accoltellare la madre. La ricostruzione degli investigatori é lineare: l’omicida ha tentato prima di suicidarsi con la lama e solo successivamente si è gettata dalla finestra del bagno.

Caterina Comboni si era trasferita dieci giorni fa a casa della madre, vedova, portando con sé il figlioletto di due anni. Il bambino ieri notte era nell’appartamento della tragedia, ma, secondo gli investigatori non si sarebbe accorto di nulla, e avrebbe continuato a dormire tranquillamente nel lettone della camera da letto.

La donna soffriva di crisi depressive da alcuni anni e la suaviacaprera.jpg (14395 byte) situazione psicologica aveva reso difficile la convivenza con il marito, Roberto Vescovi. I due vivevano a Malnate in via Caprera (foto).

Dolore e sconcerto tra i colleghi di lavoro della Comboni (che lavorava all’Ospedale di Circolo) e tra i vicini di casa della Malacrida. Prima di sposarsi nel 1997, infatti, la donna di 36 anni abitava con i genitori proprio nell’appartamento di via Varchi. Domani verrà effettuata l’autopsia sui due corpi, mentre  le indagini sono state affidate al Pm Massimo Politi.

Roberto Rotondo

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