Riceviamo
e pubblichiamo
Nei giorni 17 e 18 Giugno scorsi si è celebrato a
Gallarate il 13° Congresso Provinciale del Partito Repubblicano Italiano. Il nuovo
Direttivo Provinciale eletto all'unanimità con la mozione allegata è composto da
Leonardo Tomassoni, Giovanni Macchi e Carlo Manzoni di Varese, da Aurelio Ciccocioppo e
Giuseppe Scommegna di Gallarate e da Luigi Conti e Santino Rainoldi di Saronno.
La nuova Segreteria Provinciale è composta da Carlo
Manzoni (Segretario Provinciale), Santino Rainoldi è Giuseppe Scommegna.
Nell'accettare l'incarico, il nuovo Segretario Provinciale
Carlo Manzoni ha riaffermato il valore del contributo essenziale che la cultura e gli
ideali laici rappresentati dal Partito Repubblicano Italiano, possono tuttora dare, come
hanno fatto in passato, per lo sviluppo politico, civile e democratico del Paese. Ciò a
maggior ragione in un momento come quello attuale nel quale la mancanza di ideali e di
senso della Stato della maggior parte delle forze politiche generano serie preoccupazioni
per la tenuta della democrazia nel nostro paese.
Il Congresso ha dibattuto i temi della situazione politica
nazionale e locale e ha sottolineato alcuni punti fondamentali per una strategia di
riaffermazione e di rilancio del Partito.
Il Partito Repubblicano Italiano è per storia, cultura e
valori un partito laico della sinistra democratica non
marxista e tale deve rimanere per continuare ad affermare la cultura e i valori repubblicani. Dobbiamo ritornare con Giuseppe Mazzini ad
affermare valori quali il rigore morale, il rispetto
della legge, l'impegno civico, la capacità di anteporre gli interessi della collettività ai propri che sono i caratteri che distinguono
ogni classe dirigente che si rispetti e che possa
essere presa a modello dalla popolazione nei suoi comportamenti pubblici e privati
Quanto sopra affermato esclude ogni possibile accordo tra
il Partito Repubblicano Italiano, il Polo di centro
destra e la Lega che rappresentano la negazione dei principi e dei valori stessi del repubblicanesimo. Il qualunquismo, l'egoistica difesa dei privilegi
del proprio gruppo e della propria corporazione, la considerazione dello stato come
strumento di spartizione delle risorse pubbliche alle proprie lobby sono infatti i tratti
caratteristici di questo centro destra e sono l'esatto contrario dello stato di diritto e
della giustizia sociale alla base del pensiero repubblicano.
Per quanto riguarda le scelte di politica nazionale il
Partito Repubblicano Italiano deve farsi promotore di
un progetto che metta in primo piano lo sviluppo economico, sociale e democratico del Paese dopo il suo ingresso nell'Euro con i vantaggi
e i vincoli che ciò ha comportato. Detto piano deve incidere realmente sulle politiche
delle entrate e della spesa privilegiando le misure che permettano di realizzare lo
sviluppo economico nel rispetto di una reale giustizia sociale con la eliminazione dei
molti privilegi che tuttora sussistono nelle aree della elusione fiscale e delle rendite
protette e che consumano risorse non disponibili pertanto per il sostegno allo sviluppo,
alle famiglie e alle fasce più deboli e non protette rappresentate dai disoccupati, dagli
emarginati e dalle famiglie con redditi sotto la soglia della povertà.
Punti importanti di questo piano devono essere anche:
- La riforma della macchina burocratica anche, ma non solo,
attraverso un federalismo solidale, ma senza fughe in avanti e instaurazione di dannosi
neo centralismi regionali.
- Una politica di sostegno alla ricerca, alla innovazione
tecnologica, alla scuola e alla formazione campi nei quali il nostro paese presenta
ritardi paurosi.
- Una più efficace politica di ordine pubblico anche, ma non
solo, attraverso una regolamentazione dei flussi di immigrazione. Il Cittadino ha bisogno
di tranquillità e di sentirsi tutelato dallo Stato, esigenza troppo a lungo trascurata
dal centro sinistra.
Per quanto riguarda l'Europa il PRI deve farsi promotore
del rafforzamento dell'unità politica dell'Europa, ciò in quanto le attuali istituzioni
europee: Commissione, Parlamento e Banca Centrale sono inadeguate per mancanza di potere
politico ad affrontare i problemi dello sviluppo, della disoccupazione, della mancanza di
competitività che in generale l'Europa presenta nei confronti di aree concorrenti quali
il Nord America e il Giappone.
Il partito Repubblicano Italiano non può infine rimanere
inerte nei confronti di una politica economica strisciante volta a una completa
privatizzazione di servizi essenziali quali la scuola e la sanità che, partendo dalla
Regione Lombardia, si sta diffondendo in tutta le aree governate dal Polo.
Questo coinvolge anche la politica locale e il raccordo con
quelle forze politiche che condividono con noi questa preoccupazione.
La politica locale coinvolge naturalmente molti altri temi
sui quali la nuova segreteria si è impegnata a confrontarsi con le altre forze politiche
locali. Del risultato di queste iniziative daremo informazione successivamente.
Segreteria Provinciale del PRI
Carlo Manzoni
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