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Ore 12.48.25
Giorno
04/06/07
Varese - Riprendono le manovre sottobanco per far saltare la giunta Fumagalli
I falegnami subacquei contro Fumagalli

Varese città del lavoro ad alta specializzazione. Anche a Palazzo Estense, sede del governo comunale, sin da quando il professor Aldo Fumagalli si è seduto per la prima sulla poltrona di sindaco c’è stato infatti un successo di adesioni al corso per una singolare specialità, quella dei falegnami subacquei. Un corso impegnativo: segare le gambe della sedia del primo cittadino lavorando appunto sott’acqua e facendo in modo che l’interessato se ne accorga all’ultimo momento.

Abbiamo già avuto i primi laureati - non con la lode perché la segata è rimasta incompleta – i quali dopo la loro notevole impresa si sono premiati da soli aderendo a un nuovo gruppo consiliare, VareseCittà, che ha, come è noto, tra i suoi padri l’ex sindaco Raimondo Fassa.

Adesso sembra che dalle acque del Palazzo, sempre rimestate, stiano per riemergere i partecipanti al secondo corso di falegnameria subacquea. Il grosso della squadra anche questa volta sarebbe composto da leghisti decisi a mandare a casa Fumagalli nonostante si sia all’ultimo anno della legislatura e Bossi e Berlusconi abbiano dichiarato la tregua.

Nei corridoi e nei giardini del Palazzo si sussurra però che i leghisti "seghisti" non sarebbero in numero sufficiente per azzoppare sindaco e giunta ragione per cui al momento non si vede come possano reperire il voto che manca loro per ribaltare Fumagalli dallo scranno.

Un ruzzolone che il Centrosinistra coerentemente auspica, che il Polo certamente vorrebbe come coronamento di una lunga opposizione, ma che non può determinare senza l’avallo dello zietto di Arcore. Che qualcosa pur sempre conta.

In attesa che i nuovi legnamé sub si presentino pubblicamente al pari dei loro predecessori, si deve constatare che il povero Fumagalli non ha pace: si era rimesso in sella, aveva pure aggiustato bene i numeri della sua maggioranza, ma se saranno davvero tre i leghisti ad andarsene allora avremo di nuovo un governo cittadino appeso al filo di un solo voto.

Alla fine non una grande novità perché la storia dura dal 1992: alla sedia dei sindaci leghisti è sempre mancata una gamba.

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