La polemica
intorno agli affreschi dello stabile comunale di via Copelli, sollevata qualche giorno fa,
continua e sembra che il mistero invece di risolversi si infittisca sempre più. La
costruzione in elegante stile seicentesco accoglieva sulle pareti interne del salone
centrale e probabilmente di alcuni altri ambienti, dipinti con scene di
bambini all'aperto (i Balilla) e decorazioni
ornamentali, come ricorda l'allora direttore dei lavori Ingegner Antonio Mazzoni: "La
costruzione fu iniziata nel 1925 e terminata nel 1929, io ero molto giovane e lavoravo
insieme all'architetto Vittorio Morpurgo. Guardo sempre con piacere quella costruzione,
avendoci lavorato per alcuni anni, ho molto chiari nella mente quei dipinti e mi
dispiacerebbe molto se andassero perduti".
L'esecuzione fu affidata ad un pittore di Roma di cui non ricorda il nome ed oggi
un'altra testimonianza si somma circa l'autore di quelle pitture a tempera sul muro, che
andavano ad abbellire il salone maggiore delle riunioni e delle attività ricreative dei
bambini. Pier Luigi Talamoni, figlio del pittore Talamoni, che molto lavorò a Varese ed
è ricordato soprattutto per aver inventato la maschera di carnevale di Pin Girometta
ricorda: "che intorno agli anni trenta, quando ero un bambino, accompagnavo mio padre
nelle sale di via Copelli poiché era impegnato in alcuni dipinti a tempera dura con
colori a terra, il mio ricordo è ben chiaro e forse sono l'unica testimonianza visiva di
quella esperienza". Talamoni fu chiamato in un momento successivo al pittore romano,
forse per restaurare i
dipinti o per decorarne di nuovi. Non può essere scartata l'ipotesi che una
volta caduto il fascismo le amministrazioni successive della città abbiano coperto con
uno strato di calce le scene dipinte o ancora peggio abbiano facilmente cancellato la
tempera sul muro.
Lo stabile ed il terreno circondante necessita di un restauro impegnativo poiché
risente di molti anni di trascuratezza e grave è lo stato di abbandono. Sarebbe il caso
di indagare se dietro allintonaco non si nasconda qualche testimonianza della nostra
storia di un secolo fa.