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Ore 12.48.28
Giorno
04/06/07
Varese - Chiesta la messa in mobilità delle 17 lavoratrici
Procedure di chiusura per la Standa di via Carcano

La nuova proprietà del supermercato Standa di via Carcano ha chiesto la procedura di mobilità per tutti i lavoratori della filiale di via Carcano angolo via Tonale,  che ha 17 dipendenti, nella stragrande maggioranza donne.

Il supermercato di Biumo è quindi, serissimamente, a rischio chiusura: un incontro tra la proprietà (la Standa commerciale s.p.a. con sede a Basiglio, in provincia di Milano) e sindacati previsto per domani è stato rimandato ad un giorno imprecisato di settimana prossima dalla proprietà  "per alcune novità", ma non è per niente certo che ci siano in vista ipotesi alternative e meno cruente del completo smantellamento della filiale del supermercato alimentare.

«La situazione in quel punto vendita è drammatica» spiega Lauro Pregnolato, segretario provinciale della Filcams-Cgil e delegato a contrattare con l'azienda «La viabilità non consente più come una volta di raggiungere il punto vendita, penalizzandolo dal punto di vista dei risultati, ma bisogna dire che anche il gruppo che ha acquistato la società sta facendo fatica a realizzare gli investimenti promessi».

Il rinvio dell'incontro previsto per domani, che è dovuto secondo la procedura della messa in mobilità che prevede la conclusione dell'iter entro 75 giorni, potrebbe essere un buon segno?
«Potrebbe voler dire che qualche ipotesi di vendita ci possa essere. E' difficile che immobili commerciali, a meno che non si desertifichi il paese, vengano concretamente smantellati. A qualcuno fanno sempre gola... Ma non è affatto detto nè che questo vada in porto, in una zona che è diventata sempre meno appetibile con gli anni, né che la vendita coinvolga positivamente le lavoratrici. Noi andremo all'incontro alla data che la proprietà dell'azienda fisserà, e solo lì vedremo quali sono le reali possibilità delle lavoratrici».

La quali, allo stato dei fatti, andranno a casa...
«La proprietà ha dato disponibilità di trasferire le lavoratrici dove loro hanno possibilità di assumere, ma si tratta prevalentemente della zona di Milano. Vedremo».   

Stefania Radman

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