Olimpia
Macecchini non era un'ospite del Molina. Non aveva legami particolari se non quello di
conoscere le azioni e il valore sociale dell'istituto. Ma non ci ha pensato molto e nel
fare il testamento ha donato le quote maggioritarie di una florida società che gestisce
una serie di immobili a Biumo Inferiore. Una donazione significativa, tra i 10 e i 15
miliardi.
Al Molina iniziano a rendersi conto solo da poche ore di quanto successo. La presidente
Madera è contenta e non lo nasconde affatto.
"È un segno bellissimo della solidarietà che la città esprime nei nostri
confronti. Una collettività che si stringe intorno alle nostre attività. Un
riconoscimento che non può che farci piacere e che ci consente di lavorare ancora meglio
per il bene dell'istituto". Cosa farete di tanto
denaro?
«Non abbiamo ancora deciso anche se la legge restringe molto il campo di azione. Infatti,
non possiamo utilizzare lasciti di quote societarie o di immobili per la gestione
ordinaria. I soldi vanno usati come conto capitale. La nostra intenzione non è quella di
ingrandire, anche perché abbiamo già 480 ospiti e non vogliamo creare un grande
ospedale».
Quindi come si utilizzeranno?
«Certamente per migliorare le condizioni di vita di chi è già ospite. Pensiamo di
ristrutturare un padiglione. tenga conto che solo per quello del Molina sono stati spesi
circa sette miliardi».
Il consiglio di amministrazione ha già deciso qualcosa in
merito?
«Ancora no. Per ora abbiamo formalizzato la nomina di Paolo Besozzi ad amministratore
unico della società. Egli lavorerà secondo le indicazioni del consiglio visto che la
proprietà è del nostro ente».
Come mai tante persone lasciano i loro averi alla vostra
struttura?
«Credo che dipenda dall'importante funzione che svolge il Molina nella città. Il piacere
è ancora maggiore visto che la vedova Buzio non era nostra ospite»
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