| Uneredità
miliardaria riaccende i riflettori sul Molina. E sotto i riflettori, la casa di riposo di
Varese fa la sua bella figura. Padiglioni ristrutturati, ordine e pulizia allinterno
dei corridoi, giardini ben curati e, lultima importante novità, un reparto appena
inaugurato riservato agli anziani affetti dal morbo di Alzheimer. 20 i posti ricavati al
primo piano del padiglione Perelli, dove i pazienti possono godere di un giardino
riservato, unarea verde con tanto di percorso e gazebo per dar sfogo alla propria
necessità di vagare. "In Italia ce ne sono tre o quattro in tutto racconta
soddisfatto il direttore della casa Gianfranco Nicora ci siamo ispirati alle
strutture di Montaione, in Toscana, e Monza." Lidea innovativa è proprio
quella di aver realizzato uno spazio allaperto, in mezzo al verde, ma protetto dove
i pazienti possono passeggiare senza causare problemi a sé e agli altri. " I malati
di Alzheimer spiega Nicora perdono la cognizione del tempo e del luogo,
hanno listinto di muoversi ma non hanno senso dellorientamento e rischiano di
perderli." Anche per la stagione fredda, il padiglione fornirà una valida
alternativa. " Stiamo ultimando la fase di costruzione del percorso invernale, una
struttura esterna ma chiusa e riscaldata, dove i pazienti potranno camminare guardando il
verde e la luce del sole." Nel reparto vengono ospitati malati ancora deambulanti,
mentre, persa la mobilità, vengono trasferiti negli altri reparti. "Oggi abbiamo quasi esclusivamente pazienti non autosufficienti
precisa il direttore dei 400 ospiti, solo una ventina bada a se stesso."
Una realtà che, negli ultimi tre anni, ha trasformato radicalmente il Molina: da casa di
riposo a luogo di degenza. "Non vogliamo però perdere il nostro connotato famigliare
precisa Nicora ecco perché definiamo nuclei i singoli reparti, formati da
non più di 20 persone." Si cerca di ricreare lambiente domestico e di mantener
vivi i ricordi, importanti per non lasciarsi sopraffare dalloblio. "Certo
aggiunge il direttore del Molina non sempre fila tutto per il verso giusto:
con oltre 400 ospiti, 370 dipendenti, i volontari e i parenti, circa un migliaio di
persone al giorno, a volte capitano degli intoppi. Qualcuno si lamenta ma è sempre per
motivi circoscritti. Siamo costantemente monitorati dallAsl e dal tribunale dei
diritti del Malato che ha sede proprio al Molina : non abbiamo mai ricevuto un appunto o
una critica . A volte i parenti si lamentano perché il personale è insufficiente, ma noi
siamo al di sopra dei parametri regionali: la legge prevede due lavoratori ogni cinque
pazienti, da noi il rapporto è due a quattro. Per quanto riguarda il personale, a parte
malumori occasionali, noi abbiamo un ottimo rapporto con i sindacati. E si sa: se la
maggioranza è silenziosa, è perché sta bene!"
Una situazione tranquilla, dunque, dove i miliardi piovuti saranno
destinati a ristrutturare i tre padiglioni rimanenti. "Non possiamo allargarci
perché la regione non ce lo permetterebbe sottolinea Nicora e , per legge,
non possiamo utilizzare quel denaro per diminuire i costi di gestione." Nessun taglio
alle rette in arrivo, dunque. Per ora il lascito verrà amministrato dallingegner
Besozzi che, entro sei mesi, individuerà un piano per gestire la miliardaria eredità.
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