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Ore 12.48.42
Giorno
04/06/07
Varese – Il nuovo reparto per i malati di Alzheimer fiore all’occhiello dell'istituto geriatrico
Molina: la benamata istituzione della città

Un’eredità miliardaria riaccende i riflettori sul Molina. E sotto i riflettori, la casa di riposo di Varese fa la sua bella figura. Padiglioni ristrutturati, ordine e pulizia all’interno dei corridoi, giardini ben curati e, l’ultima importante novità, un reparto appena inaugurato riservato agli anziani affetti dal morbo di Alzheimer. 20 i posti ricavati al primo piano del padiglione Perelli, dove i pazienti possono godere di un giardino riservato, un’area verde con tanto di percorso e gazebo per dar sfogo alla propria necessità di vagare. "In Italia ce ne sono tre o quattro in tutto – racconta soddisfatto il direttore della casa Gianfranco Nicora – ci siamo ispirati alle strutture di Montaione, in Toscana, e Monza." L’idea innovativa è proprio quella di aver realizzato uno spazio all’aperto, in mezzo al verde, ma protetto dove i pazienti possono passeggiare senza causare problemi a sé e agli altri. " I malati di Alzheimer – spiega Nicora – perdono la cognizione del tempo e del luogo, hanno l’istinto di muoversi ma non hanno senso dell’orientamento e rischiano di perderli." Anche per la stagione fredda, il padiglione fornirà una valida alternativa. " Stiamo ultimando la fase di costruzione del percorso invernale, una struttura esterna ma chiusa e riscaldata, dove i pazienti potranno camminare guardando il verde e la luce del sole." Nel reparto vengono ospitati malati ancora deambulanti, mentre, persa la mobilità, vengono trasferiti negli altri reparti.

"Oggi abbiamo quasi esclusivamente pazienti non autosufficienti – precisa il direttore – dei 400 ospiti, solo una ventina bada a se’ stesso." Una realtà che, negli ultimi tre anni, ha trasformato radicalmente il Molina: da casa di riposo a luogo di degenza. "Non vogliamo però perdere il nostro connotato famigliare – precisa Nicora – ecco perché definiamo nuclei i singoli reparti, formati da non più di 20 persone." Si cerca di ricreare l’ambiente domestico e di mantener vivi i ricordi, importanti per non lasciarsi sopraffare dall’oblio. "Certo – aggiunge il direttore del Molina – non sempre fila tutto per il verso giusto: con oltre 400 ospiti, 370 dipendenti, i volontari e i parenti, circa un migliaio di persone al giorno, a volte capitano degli intoppi. Qualcuno si lamenta ma è sempre per motivi circoscritti. Siamo costantemente monitorati dall’Asl e dal tribunale dei diritti del Malato che ha sede proprio al Molina : non abbiamo mai ricevuto un appunto o una critica . A volte i parenti si lamentano perché il personale è insufficiente, ma noi siamo al di sopra dei parametri regionali: la legge prevede due lavoratori ogni cinque pazienti, da noi il rapporto è due a quattro. Per quanto riguarda il personale, a parte malumori occasionali, noi abbiamo un ottimo rapporto con i sindacati. E si sa: se la maggioranza è silenziosa, è perché sta bene!"

Una situazione tranquilla, dunque, dove i miliardi piovuti saranno destinati a ristrutturare i tre padiglioni rimanenti. "Non possiamo allargarci perché la regione non ce lo permetterebbe – sottolinea Nicora – e , per legge, non possiamo utilizzare quel denaro per diminuire i costi di gestione." Nessun taglio alle rette in arrivo, dunque. Per ora il lascito verrà amministrato dall’ingegner Besozzi che, entro sei mesi, individuerà un piano per gestire la miliardaria eredità.

Alessandra Toni

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