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Ore 12.48.44
Giorno
04/06/07
A Varese il cancro si sconfigge con più frequenza
Varese - Varese ai primi posti per i casi di sopravvivenza tra i malati di tumore
Sensibilità ed efficienza a volte sconfiggono il cancro

ospedale.jpg (18824 byte)A Varese, il 78,5% delle donne con tumore alla mammella sopravvive 5 anni dopo la diagnosi. Così, il 32,6%   dei malati di leucemia, il 24,2% degli affetti da cancro allo stomaco e il 46% di quelli colpiti al colon. Nel complesso, una media di sopravvivenza del 40% di tutti i casi tumorali. Un risultato confortante per la nostra provincia , che può guardare con occhio fiducioso alle strutture sanitarie locali e al personale medico. I dati sono riportati da Eurocare 2, uno studio che compara i dati relativi ai paesi europei. La situazione italiana non brilla particolarmente in quest'analisi, dove la sopravvivenza appare in linea con la media europea, con punte negative nei casi di melanoma e di tumore alla prostata e l'unico picco positivo per i casi di carcinoma alla mammella.  Un risultato non esaltante anche a causa dell'arretratezza delle strutture nel Meridione d'Italia.

Varese, invece, vanta una  situazione confortante, benché  molti primati siano solo apparenti. Varese, dal 1976, ha un registro dei tumori in cui la situazione viene tenuta sotto costante monitoraggio. Ciò spiega la ricchezza di dati e la facilità delle analisi. Ma al di là dei numeri, è azzardato parlare di isola felice.

"E' certo che l'incidenza dei casi tumorali è maggiore al Nord, a causa dell'industrializzazione- spiega  Graziella Pinotti, responsabile del servizio oncologia all'Ospedale di Circolo - Ma se limitiamo il nostro studio al settentrione, giudicherei Varese in linea con le altre città. Se possiamo parlare di risultati positivi- aggiunge però la dottoressa- è perché Varese può contare su un buon livello chirurgico, chemioterapico e radioterapico." . La popolazione è certamente sensibile e si riesce spesso ad intervenire in tempo. Ma, lamenta l'oncologo varesino, manca oggi la cultura dello screening. "Nell'ultimo piano quinquennale della sanità lombarda - prosegue la dottoressa Pinotti - è stato inserito un consistente finanziamento per avviare un programma di screening relativamente alla mammella, al colon e alla prostata.Speriamo sia la volta buona."

Varese, e ritorniamo alla bontà dei suoi ospedali, garantisce tempi d'attesa accettabili : in presenza di uno stadio iniziale, quando l'intervento chirurgico può essere efficace,  il caso acquisisce priorità e i tempi d'attesa si aggirano intorno al mese. In ogni caso, l'efficienza si riassume, in concreto, nella diagnosi precoce, nella chemioterapia, coadiuvante soprattutto nei casi di carcinoma alla mammella e nella radioterpia,  soprattutto per i linfomi.

Varese, come tutte le altre città lombarde , gode di ampia credibilità nel resto d'Italia. La nostra regione, dopo Emilia Romagna e Veneto, ha il più alto numero di pazienti non residenti. In città arrivano molti piemontesi.

La battaglia contro la piaga del ventesimo secolo non è ancora vinta, ma Varese sembra avere buone armi almeno per contrastarla.   

                                                            Alessandra Toni

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