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Ore 12.49.16
Giorno
04/06/07
Luino- Sul versante italiano risponde l’Assessore ai Trasporti del Comune di Luino, Giovanni Mele
"La linea c’è e può funzionare"

Sulla possibilità di attivare la tratta ferroviaria Bellinzona-Malpensa parla Giovanni Mele, da poco più di un mese Assessore ai trasporti della giunta Mentasti.
Ex funzionario delle Ferrovie dello Stato a Luino, Mele fu assessore negli anni ’80; da sempre di fede socialista, milita in AN dal ’96.

Signor Mele, visto il suo trascorso nelle Ferrovie dello Stato potrà farmi una panoramica della viabilità sulla tratta in questione.
"Siamo di fronte a tre linee. Abbiamo le due direttrici principali che sono rappresentate dalla Luino-Novara e dalla Milano-Domodossola (comunemente chiamata "linea del Sempione"), che s’incrociano a Sesto Calende, e una secondaria che collega Laveno (sfruttando nel tratto iniziale la Luino-Novara) a Gallarate. Molti treni diretti a Novara vengono fatti transitare sulla Laveno Gallarate a causa dell’intasamento che si produce sulla linea più trafficata, la Luino-Novara.

E non è tutto: i treni merci che arrivano a Sesto debbono fermarsi per consentire alle vetture di invertire la direzione del locomotore verso Gallarate-Busto, creando spesso ritardi e perdite di tempo. La costruzione del raccordo a Sesto avrebbe l’obiettivo di alleggerire la linea Luino-Novara – sulla quale transitano oggi la maggior parte dei convogli, per favorire la circolazione sulla Luino-Gallarate, senza bisogno di attaccare e staccare le locomotrici a Sesto".
"Mi sembra di capire che la possibilità di collegare Bellinzona con Malpensa si basa su linee ferroviarie già esistenti. Quali sono quindi le opere da effettuare?
"Direi che per veder in opera un progetto di questo tipo sono necessarie diverse premesse, che vanno dalla sistemazione dell’attuale rete ferroviaria alla realizzazione di un limitato tratto di strada ferrata – la famosa bretella di Sesto Calende, ma anche altri allungamenti della rete – oltre ad un accordo tra Ferrovie Svizzere e Italiane per far transitare i treni da Luino verso Milano e a sud in generale".
Vuol farmi intendere che i treni provenienti dalla Svizzera si fermano a Luino?
"Proprio così, anche se sembra assurdo. Non si è mai chiesto il perché di una stazione così grande a Luino? Luino era una stazione Internazionale e oggi sta morendo a causa della mancanza di sinergie tra le Ferrovie Italiane e quelle Svizzere, queste ultime da tempo pronte ad attuare il progetto. Infatti ci troviamo di fronte a molte richieste da parte di cittadini e operatori svizzeri per far transitare, magari anche solo qualche volta alla settimana, dei treni che non si fermino a Luino ma proseguano. Pensi al treno del mercato: parte il mercoledì da Bellinzona e si ferma a Luino, senza proseguire, mentre potrebbe arrivare Milano e collegare così la Svizzera con uno dei principali snodi ferroviari. Questo non solo a livello turistico. Vi sono anche le esigenze di chi ha interesse al transito delle merci, come gli operatori dell’area di stoccaggio del "raccordo Visnova", che vorrebbero far transitare i container su rotaia fino al porto di Genova, uno dei più importanti di tutto il Mediterraneo. Ma queste rimarranno solo parole fin quando non verrà trovato un accordo tra le due ferrovie".
Quali sono le opere da effettuare nell’immediato?
"La tratta che scende da Luino verso Laveno necessita di un risanamento della massicciata, della messa in sicurezza del percorso ferroviario in alcuni punti e della normale manutenzione che comprende anche il taglio di alberi che producono il rallentamento delle vetture, sia merci che non".
Prima ha parlato della realizzazione di tratti di ferrovia ex novo, a cosa si riferiva?
"Oltre alla bretella, intendevo riferirmi all’allungamento, in alcuni tratti – come a Porto Valtravaglia e a Ispra – della strada ferrata, così da consentire il passaggio più rapido dei treni che, vorrei ricordarlo, viaggiano su un binario unico ".
Quali sarebbero i vantaggi?
"In termini di tempo di percorrenza vi sarebbe la rivoluzione dei trasporti su rotaia della provincia, aprendo al transito proveniente dal nord e potenziando di molto i trasporti anche per le nostre fabbriche. Pensi che su questa linea la velocità commerciale è di appena 40 km/h. Per non parlare dei passeggeri che partendo dalla Svizzera arriverebbero direttamente in aeroporto".
Di fatto, però, la stazione più vicina a Malpensa resta Somma...
"In questo senso l’inconveniente sarebbe secondo me risolvibile mediante la costruzione di un brevissimo tratto di ferrovia – si parla di qualche chilometro – che da Somma giunga direttamente al poco distante scalo aeroportuale. Non va dimenticato che così facendo si ridurrebbe di molto il consumo di carburante per tutti i viaggiatori che oggi si muovono sulla loro auto o sono comunque costretti, una volta arrivati a Gallarate o a Somma in treno, a servirsi dei bus.

Andrea Camurani

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