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| Luino- Intervista
al Presidente della Cit, lingegner Franco Rossi |
| Il Sopraceneri
necessita di un collegamento con Malpensa |
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Incontriamo
a Luino lingegner Franco Rossi, Presidente della Commissione Intercomunale dei
Trasporti del Locarnese e Vallemaggia.
Ingegner Rossi, di cosa si occupa la CIT?
"Si tratta di un ente statale svizzero che ha
come obiettivo la creazione di soluzioni attinenti ai problemi connessi con la mobilità.
In pratica lattività della Cit non è solo relativa ai trasporti ferroviari, ma
anche alle altre forme di comunicazione che interessano la zona.
Qual è il bacino dutenza della Commissione?
"Diciamo che gli apparati di questo tipo sono divisi per territorio, quindi ogni zona
della Confederazione ha la sua Commissione. La CIT di Locarno e Vallemaggia è composta
dai rappresentanti di una sessantina di comuni con un numero di consiglieri variabile a
seconda della popolazione dei centri; nel nostro caso si tratta di un bacino d'utenza
attorno alle 60.000 persone".
Quali sono le problematiche connesse con la viabilità ferroviaria nel Sopraceneri?
"Più che parlare di problematiche direi che si tratta di un discorso più complesso.
Infatti nella zona in questione vi sono ampi tratti a doppio binario, per esempio il
tragitto che va da Bellinzona a Cadenazzo (più o meno a metà strada tra Bellinzona e
Magadino, sul Lago) che prosegue fino a Luino su un unico binario, fatta eccezione per
alcune stazioni in prossimità delle quali sono presenti degli sdoppiamenti per
alleggerire il transito dei convogli. Quindi la situazione non è per nulla caotica".
Però
?
"Però i problemi sorgono quando si arriva a Luino. I treni svizzeri che
giungono in stazione, nella maggior parte dei casi si fermano, e i viaggiatori sono
costretti a continuare il viaggio verso sud in direzione Malpensa cambiando
vetture, sempre che possano servirsi delle coincidenze".
Quindi, a fronte di tale situazione, come si innesta lopera della CIT Locarno
Vallemaggia?
"Due settimane fa abbiamo inviato una missiva a tutti i Comuni della nostra area per
chiedere un parere circa la possibilità di attuare le trattative per un collegamento
diretto con Malpensa".
Qual è stato lesito di tale iniziativa?
"Per ora direi buono, anche perché molti Comuni, come Locarno, hanno dato il loro
pieno appoggio al progetto; le recenti consultazioni elettorali avvenute in Canton Ticino
hanno prodotto cambiamenti in alcune Amministrazioni comunali, di conseguenza sarà
necessario attendere ancora per ricevere un parere da tutte le municipalità.
Tuttavia questa è solo la parte più informale della vicenda. Gli attori delle trattative
non possono che essere i Governi Italiano e Svizzero, medianti accordi di portata
internazionale. E per questo che la comunicazione è stata inviata anche a Berna,
con la speranza che possano intavolarsi delle trattative per dare una soluzione al
problema".
Quali sono le richieste che provengono dalla cittadinanza in materia di collegamenti
ferroviari?
"Uno dei nostri compiti come CIT è proprio quello di individuare dei
mezzi di trasporto alternativi a quelli su gomma. Trasporti che siano però in qualche
modo attrattivi. La richiesta è quindi relativa alla sicurezza del viaggio, alla
puntualità degli arrivi e alla velocità dei trasporti. Se in auto impiego 90 minuti per
raggiungere Malpensa, il collegamento ferroviario dovrà essere se non più rapido almeno
più comodo e puntuale, per essere sfruttato appieno. Ecco, queste sono le esigenze degli
utenti che viaggeranno in treno".
Quali sono i futuri lavori che verranno effettuati nel Sopraceneri per quanto riguarda
la rete ferroviaria?
"E
in fase di discussione lipotesi di una stazione ferroviaria Ticino che possa
collegarsi col progetto Alptransit, un sistema di collegamenti che pur non avendo la
velocità del TGV francese, rappresenta un miglioramento dei tempi di percorrenza. Ebbene,
non si esclude che una volta realizzata questa opera (anche se si parla di una decina
danni) vi sia la possibilità di un allacciamento con la rete italiana diretta a
Malpensa".
Perché, secondo lei, i collegamenti ferroviari della sponda orientale del Verbano sono
così arretrati?
"La risposta è da cercarsi nel fatto che la zona del luganese, più densamente
popolata rispetto al Sopraceneri, chiese già a partire dallinizio del secolo la
creazione di una linea ferroviaria alternativa a quella del Verbano, e la ottenne con
linaugurazione della linea di Chiasso. Con la costruzione del ponte di Melide, gran
parte del traffico venne convogliato su questa linea, lasciando in ombra le potenzialità
degli altri collegamenti nel nord del varesotto. Collegamenti che speriamo possano a breve
ritornare in funzione nel pieno delle loro potenzialità".
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Andrea Camurani
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