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Ore 12.49.17
Giorno
04/06/07
Luino- Intervista al Presidente della Cit, l’ingegner Franco Rossi
Il Sopraceneri necessita di un collegamento con Malpensa

Incontriamo a Luino l’ingegner Franco Rossi, Presidente della Commissione Intercomunale dei Trasporti del Locarnese e Vallemaggia.
Ingegner Rossi, di cosa si occupa la CIT?
rossi.jpg (14139 byte)"Si tratta di un ente statale svizzero che ha come obiettivo la creazione di soluzioni attinenti ai problemi connessi con la mobilità. In pratica l’attività della Cit non è solo relativa ai trasporti ferroviari, ma anche alle altre forme di comunicazione che interessano la zona.
Qual è il bacino d’utenza della Commissione?
"Diciamo che gli apparati di questo tipo sono divisi per territorio, quindi ogni zona della Confederazione ha la sua Commissione. La CIT di Locarno e Vallemaggia è composta dai rappresentanti di una sessantina di comuni con un numero di consiglieri variabile a seconda della popolazione dei centri; nel nostro caso si tratta di un bacino d'utenza attorno alle 60.000 persone".
Quali sono le problematiche connesse con la viabilità ferroviaria nel Sopraceneri?
"Più che parlare di problematiche direi che si tratta di un discorso più complesso. Infatti nella zona in questione vi sono ampi tratti a doppio binario, per esempio il tragitto che va da Bellinzona a Cadenazzo (più o meno a metà strada tra Bellinzona e Magadino, sul Lago) che prosegue fino a Luino su un unico binario, fatta eccezione per alcune stazioni in prossimità delle quali sono presenti degli sdoppiamenti per alleggerire il transito dei convogli. Quindi la situazione non è per nulla caotica".
Però…?
Stazione1.jpg (16337 byte)"Però i problemi sorgono quando si arriva a Luino. I treni svizzeri che giungono in stazione, nella maggior parte dei casi si fermano, e i viaggiatori sono costretti a continuare il viaggio verso sud – in direzione Malpensa – cambiando vetture, sempre che possano servirsi delle coincidenze".
Quindi, a fronte di tale situazione, come si innesta l’opera della CIT Locarno Vallemaggia?
"Due settimane fa abbiamo inviato una missiva a tutti i Comuni della nostra area per chiedere un parere circa la possibilità di attuare le trattative per un collegamento diretto con Malpensa".
Qual è stato l’esito di tale iniziativa?
"Per ora direi buono, anche perché molti Comuni, come Locarno, hanno dato il loro pieno appoggio al progetto; le recenti consultazioni elettorali avvenute in Canton Ticino hanno prodotto cambiamenti in alcune Amministrazioni comunali, di conseguenza sarà necessario attendere ancora per ricevere un parere da tutte le municipalità.
Tuttavia questa è solo la parte più informale della vicenda. Gli attori delle trattative non possono che essere i Governi Italiano e Svizzero, medianti accordi di portata internazionale. E’ per questo che la comunicazione è stata inviata anche a Berna, con la speranza che possano intavolarsi delle trattative per dare una soluzione al problema".
Quali sono le richieste che provengono dalla cittadinanza in materia di collegamenti ferroviari?
"Uno dei nostri compiti – come CIT – è proprio quello di individuare dei mezzi di trasporto alternativi a quelli su gomma. Trasporti che siano però in qualche modo attrattivi. La richiesta è quindi relativa alla sicurezza del viaggio, alla puntualità degli arrivi e alla velocità dei trasporti. Se in auto impiego 90 minuti per raggiungere Malpensa, il collegamento ferroviario dovrà essere se non più rapido almeno più comodo e puntuale, per essere sfruttato appieno. Ecco, queste sono le esigenze degli utenti che viaggeranno in treno".
Quali sono i futuri lavori che verranno effettuati nel Sopraceneri per quanto riguarda la rete ferroviaria?
cartina.jpg (29619 byte)"E’ in fase di discussione l’ipotesi di una stazione ferroviaria Ticino che possa collegarsi col progetto Alptransit, un sistema di collegamenti che pur non avendo la velocità del TGV francese, rappresenta un miglioramento dei tempi di percorrenza. Ebbene, non si esclude che una volta realizzata questa opera (anche se si parla di una decina d’anni) vi sia la possibilità di un allacciamento con la rete italiana diretta a Malpensa".
Perché, secondo lei, i collegamenti ferroviari della sponda orientale del Verbano sono così arretrati?
"La risposta è da cercarsi nel fatto che la zona del luganese, più densamente popolata rispetto al Sopraceneri, chiese già a partire dall’inizio del secolo la creazione di una linea ferroviaria alternativa a quella del Verbano, e la ottenne con l’inaugurazione della linea di Chiasso. Con la costruzione del ponte di Melide, gran parte del traffico venne convogliato su questa linea, lasciando in ombra le potenzialità degli altri collegamenti nel nord del varesotto. Collegamenti che speriamo possano a breve ritornare in funzione nel pieno delle loro potenzialità".

Andrea Camurani

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