Autocostruzione:
una parola esotica in Italia, ma molto più normale nel resto dEuropa: tedeschi,
francesi e inglesi che costruiscono da sè la propria casa sono abbastanza usualinei loro
paesi. E gli italiani come se la cavano? E come sono arrivati a fare questa scelta?
Labbiamo chiesto ad alcuni dei soci della coperativa di Cimbro, al lavoro come in
ogni week end da più di un anno a questa parte.
"Sono in affitto e ho due figli: abbiamo pensato di ingrandirci e di approfittarne
per acquistare la casa" racconta Giorgio di Vergiate, che lavora all'Agusta
"Solo che per il primo appartamentino che abbiamo visto, neanche troppo adatto a noi
per dimensioni, ci hanno chiesto cento milioni subito e altri 90 con il mutuo. Qui io sto
costruendo una villetta a schiera grande più di cento metri quadri, con il giardino, il
terrazzo due bagni e tre camere" E' stato difficile improvvisarsi muratore? "non
tanto: io avevo già fatto lavoretti di falegnameria. Certo, non è una passeggiata: ma
non si muore di fatica..."
Massimo, che di mestiere fa il venditori di ricambi per macchine industriali, sta
lavorando ad una macchina che taglia i pesanti pezzi di cemento. Sarà l'attività della
giornata a influenzarlo ma riguardo al lavoro di costruire la casa ammette "è un
po pesante sotto l'aspetto fisico. Ma - aggiunge - è decisamente stimolante dal
punto di vista psicologico".
Gerardo è ferroviere e anche lui come quasi tutti gli altri interpellati ha fatto
questa scelta soprattutto per motivi economici: "E non siamo pentiti di questa
scelta. Certo che però non l'immaginavamo così.. sembrava più facile" Gerardo è
il mattacchione della compagnia e lo si incontra spesso nel giro del cantiere: quasi non
c'è da credere che si lamenti, sembra al contrario divertirsi un mondo.
Sandro, che è impiegato, una cosa l'ha imparata in questo periodo: "Un grande
rispetto per i muratori! quella di costruire una casa non è certo una cosa che si è
abituati a fare, e non è proprio un lavoro banale..." Sandro comunque tiene
duro: la casa la costruisce lui perché si deve sposare e questo era il metodo più
economico per cominciare bene, in una casa grande.
per Tullio costruirsi la casa "E' anche un po una sfida, un'avventura. Io e
la mia compagna abbiamo voluto provare com'era, cosa voleva dire fare da sé la
casa..." E com'è? "Dura. Ma nello stesso tempo è una cosa straordinaria,
perché si crea insieme ai muri anche solidarietà".
Paradossalmente
- o forse assolutamente in linea con in tempi - sono le donne a minimizzare la fatica e il
lavoro. Per Gianna, che lavora in fabbrica "non è tanto diverso dal mio lavoro
"principale". Io in fabbrica faccio tre turni: diciamo che questo è il
quarto" ma sulla difficoltà è molto pratica: "Basta la buona volontà"
Gianna è sposata ha un figlio: la casa la costruisce per averne una sua (ora abitano in
un appartamento) "Noi siamo partiti con l'idea di finirla, no? non è affatto male
uscire dalla fabbrica e fare certe cose. La fatica è ampiamente compensata. Io ci vengo
volentieri"
Barbara è di Gallarate, e fa l'operaia. E sposata senza figli, e passa i week
end qui perché "voglio una casa mia. E quando lavoro qui, capita di pensare: magari
sto mettendo un mattone di casa mia". Nessuno di loro, infatti sa quale sarà la casa
che verrà a loro assegnata. E' una fondamentale regola di convivenza, che permette di
evitare lassismi di comodo. E che fa sognare, mentre i lavora duramente.
E' donna anche il capomuratore del
cantiere: si chiama Clara, è assistente di direzione in una multinazionale americana, è
single, e sta costruendo la casa "per sé stessa". La costruisce qui un po
per motivi economici "ma anche perché conoscevo e mi affascinava l'idea che sta
dietro il progetto dell'autocostruzione". Da Clara arriva anche una notizia curiosa:
"tutti i muri li abbiamo fatti noi donne, e abbiamo assemblato tutti i tetti".
Una rivoluzione rispetto ai primi esperimenti di autocostruzione, come ricorda anche
larchitetto Cusatelli "le prime donne socie portavano il tè e le torte, le
socie di oggi invece lavorano come gli uomini"
Per ultimo sentiamo Luciano, il capocantiere, lunico che è "del
mestiere": è infatti un muratore anche nella vita. A lui chiediamo come se la cavano
questi colleghi un po fuori dallordinario: "Se la cavano abbastanza bene.
Quello che stiamo facendo non è un lavoro proprio semplice
" E che dei
"dilettanti" costruissero con lei casa sua non la spaventava? "Ho avuto
qualche dubbio allinizio. Avevo scelto di venire a lavorare qui per fare casa mia
risparmiando, è stata dunque la necessità. Ma temevo che ci sarebbero state difficoltà
a lavorare con chi non era del mestiere. Sono le case stesse invece a fare da
testimonianza vivente del risultato: stanno venendo su velocemente, non trova?"