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Ore 12.49.38
Giorno
04/06/07
A Vergiate gli sposini "mettono su casa" davvero: costruendola
Vergiate - Quattro chiacchiere con i "muratori in casa propria". Dove le donne costruiscono i tetti e chi costruisce elicotteri mette le fondamenta
"Magari sto mettendo un mattone in casa mia"

grupposcala.jpg (18276 byte)Autocostruzione: una parola esotica in Italia, ma molto più normale nel resto d’Europa: tedeschi, francesi e inglesi che costruiscono da sè la propria casa sono abbastanza usualinei loro paesi. E gli italiani come se la cavano? E come sono arrivati a fare questa scelta? L’abbiamo chiesto ad alcuni dei soci della coperativa di Cimbro, al lavoro come in ogni week end da più di un anno a questa parte.

"Sono in affitto e ho due figli: abbiamo pensato di ingrandirci e di approfittarne per acquistare la casa" racconta Giorgio di Vergiate, che lavora all'Agusta "Solo che per il primo appartamentino che abbiamo visto, neanche troppo adatto a noi per dimensioni, ci hanno chiesto cento milioni subito e altri 90 con il mutuo. Qui io sto costruendo una villetta a schiera grande più di cento metri quadri, con il giardino, il terrazzo due bagni e tre camere" E' stato difficile improvvisarsi muratore? "non tanto: io avevo già fatto lavoretti di falegnameria. Certo, non è una passeggiata: ma non si muore di fatica..."

Massimo, che di mestiere fa il venditori di ricambi per macchine industriali, sta lavorando ad una macchina che taglia i pesanti pezzi di cemento. Sarà l'attività della giornata a influenzarlo ma riguardo al lavoro di costruire la casa ammette "è un po’ pesante sotto l'aspetto fisico. Ma - aggiunge - è decisamente stimolante dal punto di vista psicologico".

Gerardo è ferroviere e anche lui come quasi tutti gli altri interpellati ha fatto questa scelta soprattutto per motivi economici: "E non siamo pentiti di questa scelta. Certo che però non l'immaginavamo così.. sembrava più facile" Gerardo è il mattacchione della compagnia e lo si incontra spesso nel giro del cantiere: quasi non c'è da credere che si lamenti, sembra al contrario divertirsi un mondo.

Sandro, che è impiegato, una cosa l'ha imparata in questo periodo: "Un grande rispetto per i muratori! quella di costruire una casa non è certo una cosa che si è abituati a fare, e non è proprio un lavoro banale..."  Sandro comunque tiene duro: la casa la costruisce lui perché si deve sposare e questo era il metodo più economico per cominciare bene, in una casa grande.

per Tullio costruirsi la casa "E' anche un po’ una sfida, un'avventura. Io e la mia compagna abbiamo voluto provare com'era, cosa voleva dire fare da sé la casa..." E com'è? "Dura. Ma nello stesso tempo è una cosa straordinaria, perché si crea insieme ai muri anche solidarietà".

giannabarbara.jpg (11102 byte)Paradossalmente - o forse assolutamente in linea con in tempi - sono le donne a minimizzare la fatica e il lavoro. Per Gianna, che lavora in fabbrica "non è tanto diverso dal mio lavoro "principale". Io in fabbrica faccio tre turni: diciamo che questo è il quarto" ma sulla difficoltà è molto pratica: "Basta la buona volontà" Gianna è sposata ha un figlio: la casa la costruisce per averne una sua (ora abitano in un appartamento) "Noi siamo partiti con l'idea di finirla, no? non è affatto male uscire dalla fabbrica e fare certe cose. La fatica è ampiamente compensata. Io ci vengo volentieri"

Barbara è di Gallarate, e fa l'operaia. E’ sposata senza figli, e passa i week end qui perché "voglio una casa mia. E quando lavoro qui, capita di pensare: magari sto mettendo un mattone di casa mia". Nessuno di loro, infatti sa quale sarà la casa che verrà a loro assegnata. E' una fondamentale regola di convivenza, che permette di evitare lassismi di comodo. E che fa sognare, mentre i lavora duramente.

clara.jpg (16356 byte)E' donna anche il capomuratore del cantiere: si chiama Clara, è assistente di direzione in una multinazionale americana, è single, e sta costruendo la casa "per sé stessa". La costruisce qui un po’ per motivi economici "ma anche perché conoscevo e mi affascinava l'idea che sta dietro il progetto dell'autocostruzione". Da Clara arriva anche una notizia curiosa: "tutti i muri li abbiamo fatti noi donne, e abbiamo assemblato tutti i tetti". Una rivoluzione rispetto ai primi esperimenti di autocostruzione, come ricorda anche l’architetto Cusatelli "le prime donne socie portavano il tè e le torte, le socie di oggi invece lavorano come gli uomini"

Per ultimo sentiamo Luciano, il capocantiere, l’unico che è "del mestiere": è infatti un muratore anche nella vita. A lui chiediamo come se la cavano questi colleghi un po’ fuori dall’ordinario: "Se la cavano abbastanza bene. Quello che stiamo facendo non è un lavoro proprio semplice…" E che dei "dilettanti" costruissero con lei casa sua non la spaventava? "Ho avuto qualche dubbio all’inizio. Avevo scelto di venire a lavorare qui per fare casa mia risparmiando, è stata dunque la necessità. Ma temevo che ci sarebbero state difficoltà a lavorare con chi non era del mestiere. Sono le case stesse invece a fare da testimonianza vivente del risultato: stanno venendo su velocemente, non trova?"

Stefania Radman

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