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Ore 12.49.47
Giorno
04/06/07
Varese - L'analisi congiunturale, elaborata dall'Associazione Artigiani della Provincia di Varese, registra una sostanziale stazionarietà. Aumentano, però, le assunzioni
"Occupazione in crescita nell’artigianato"

Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di bilancio per l'artigianato varesino. Ed è l'indagine congiunturale elaborata dall’Associazione Artigiani della provincia di Varese a dirci le virtù e gli "acciacchi" delle imprese nel 2° trimestre di quest’anno. <I dati che emergono dalle ultime rilevazioni svolte nel trimestre aprile - giugno 2000 non indicano miglioramenti economici nelle imprese artigiane varesine>, sottolinea Giorgio Merletti, Presidente dell'Associazione Artigiani: <Gli incrementi produttivi registrati negli ultimi sei mesi sembrano essersi affievoliti per far emergere una sostanziale stazionarietà. I fattori negativi legati alla staticità del mercato interno e all’aumento dei costi delle materie prime hanno di fatto provocato una battuta d’arresto nella ripresa che ha coinvolto quasi tutti i settori. Sul fronte dell'occupazione, però, provengono segnali positivi>.

Entriamo nel vivo della situazione. A fine giugno 2000 si è notato un incremento degli occupati pari allo 0,20%: la maggiore reattività del mercato del lavoro si registra nei settori della meccanica e della plastica; il saldo occupazionale positivo si è avvertito solo nella manodopera maschile, mentre la crisi del tessile ha inciso negativamente sul calo di occupazione femminile. Il tessile/abbigliamento è afflitto da una profonda crisi che colpisce quasi esclusivamente le confezioni conto terzi, mentre sia le maglierie che i ricamifici sembrano aver trovato nuovi stimoli per sconfiggere la stagnazione in cui si erano trovati tempo fa. Complessa la situazione per le aziende della plastica che alternano episodi di ripresa a momenti di chiara difficoltà; stabili, invece, l’elettronica e la grafica. Leggera la flessione che interessa le piccole aziende del legno, della chimica e degli alimenti. Numerose le realtà produttive che hanno dichiarato una situazione invariata rispetto all’anno precedente: il campione di stabilità è cresciuto dal 52,50% al 61,88%.

Se da un lato l’impiego delle attrezzature e degli impianti aziendali ha subito una flessione rispetto al trimestre precedente, il dato percentuale dell’utilizzo impianti ed attrezzature riferito all’intero comparto artigiano, rivela sempre un maggiore sfruttamento delle potenzialità aziendali nelle strutture di maggiore dimensione (sopra ai 5 addetti), dove la percentuale media di utilizzo si attesta intorno al 77%. Stabile anche l'andamento dei prezzi di vendita: dopo gli aumenti avvenuti nello scorso trimestre, dovuto all’aumento delle materie, sono pochissime le imprese che hanno ritoccato i listini (8%); oltre l’88% dichiara di lavorare con i prezzi bloccati da parecchi mesi. Variazioni anche nell’esposizione bancaria: il 4,38% (+2%) delle aziende dichiara di avere aumentato il livello di esposizione; il 27,50 % di non aver variato l’esposizione, mentre il 64,38% comunica di non avere alcuna esposizione bancaria.

<Le previsioni per il terzo trimestre del 2000 - conclude Giorgio Merlettisono improntate alla prudenza: le aziende , complice forse anche la pausa delle ferie estive, sono meno ottimiste su una crescita produttiva a settembre e vedono nella maggior parte dei casi, oltre il 63%, una sostanziale stabilità>.

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