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Ore 12.49.53
Giorno
04/06/07
Toh, è spuntata la Figisc

Sconti benzina: attendisti i gestori svizzeri, ma qualcuno sorride

I varesini di fascia "C" snobbano lo sconto

La vera storia dello sconto benzina

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Varese – Può sembrare impossibile, ma non è sempre stato facile per la associazione legata a confesercenti che ha dato il via alla campagna far approvare lo sconto: vi raccontiamo la vera storia di questo percorso
La vera storia dello sconto benzina

Una buona idea ha sempre molti padri. E quella dello sconto benzina è decisamente un’idea brillante, che assomma una gran quantità di vantaggi per tutti (Stato, Regione, benzinai, clienti) senza danni o sacrifici per nessuno.

Ma proprio nel momento dell’euforia collettiva, e della pubblicità a buon mercato per tutti, vale la pena di andare un po’ indietro con la memoria e rifare la storia di questa proposta che, contrariamente alle aspettative attuali, non è stato affatto facile far "passare".

E’ iniziato tutto quasi due anni fa, quando la Faib (la federazione dei benzinai aderente alla confesercenti) varesina, porta nell'ottobre del 1998 a Varese, nella sua sala convegni, Giorgio Moretti il rappresentante friulano dell’associazione, che racconta la strana – e a lieto fine – storia dei benzinai della zona di confine con la Slovenia, conciati decisamente peggio dei varesini, visto che il paese confinante vendeva la benzina si e no a 700 lire al litro. Lì avevano studiato per primi la possibilità di applicare uno sconto a cura della regione (che nel loro caso è a statuto speciale, e aveva perciò minori problemi burocratici) da applicare nelle zone più vicine al paese confinante. Un sistema di successo, già applicato in pratica e i cui ritorni erano già stati sperimentati dall’ente regionale del friuli in termini di maggiore I.V.A. pagata dai benzinai, e di un più ampio giro d’affari. Non un finanziamento a perdere, quindi, ma una vera manna per le casse regionali.

Un’idea che secondo la Faib varesina – e secondo il suo determinato segretario Gianni Lucchina -–sembrava non solo geniale per il suo carattere non parassitario, ma anche perfettamente applicabile anche nelle zone di Varese e Como. Quattro conti, alcune valutazioni e la conferma è subito in arrivo: i conti tornano, una iniziativa così in Lombardia porterebbe soldi all’ente invece che farli perdere.

Ma la Lombardia non è a statuto speciale, perciò ci vuole una legge dello Stato che consenta alla regione di fare uno sconto sull’accisa, cioè sulla parte regionale della tassa applicata per ogni litro di benzina che concorre a formarne il prezzo.

La Faib allora cerca di sensibilizzare il più possibile i deputati delle zone di Varese e Como, e lo fanno invitando tutti, a tutto tondo, senza preclusioni ideologiche che pure in una associazione che proviene dalla tradizione democratica potevano essere comprensibili.

Tant’è vero che di tutti i contattati chi si spende di più è l’onorevole Giancarlo Giorgetti della Lega che, nel silenzio di tutti gli altri (fatti salvi, in misura minore, Adria Bartolich e Antonio Tomassini), incomincia ad intuire che l’idea funziona e la presenta in parlamento, mentre a Varese la notizia rimaneva in sordina, come se non riguardasse davvero queste zone.

Questo silenzio, e lo scarso entusiasmo di parlamentari e consiglieri regionali sulla questione, ha rischiato di far naufragare più di una volta la prospettiva dell’applicazione dello sconto, ma alla fine, com’è come non è, la proposta a Roma diventa finalmente decreto legislativo.

Un passo notevole, ma non l’ultimo: per rendere concreta questa possibilità era necessario che quest’idea venisse considerata buona e sfruttabile anche a livello dell’ente regionale, che nel frattempo stava arrivando a scadenza del suo mandato. Della bontà dell'idea c'erano anche testimonianze concrete: 32.000 cartoline di sollecitazione all'approvazione della legge firmate dagli utenti delle zone di confine non sono uno scherzo per nessuno, specialmente per chi è ad un passo dalla campagna elettorale.

Il dubbio sull'interesse della politica locale a questa questione rimane a lungo ma alla fine, proprio a ridosso delle elezioni, arriva l’approvazione del necessario regolamento regionale, che aveva come corollario alcune deliberazioni di Giunta che gettavano le basi del futuro sconto.

Una promessa, un messaggio non scritto con cui la Giunta regionale lombarda aveva fatto capire che lo sconto era deliberato e che, se fossero stati rieletti, avrebbero provveduto a metterlo in pratica. Così è stata posta, tra una inaugurazione elettorale e una trattativa con la lega, l’ultima pietra miliare della pratica dello sconto: il resto è cronaca. Di questi ultimi giorni.

Stefania Radman

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