| Alla grande
inaugurazione di sabato non c'era: nella sua lista di impegni è prevalsa la famiglia, che
era lontana da casa. Ma Gianni Lucchina è innegabilmente
stato il motore primo, con l'organizzazione di categoria di cui è segretario, la Faib,
per il raggiungimento del traguardo dello sconto benzina. Ora però sul cavallo del
vincitore sono saliti tutti, togliendo spazio ai primi promotori.
Non vi sentite un pò strumentalizzati?
«Dai politici, no. O meglio, era una cosa che avevamo messo in conto: il nostro motto era
"strumentalizzateci pure, ma dopo aver approvato la legge»
Le vostre peripezie per far approvare la legge sono
cominciate con il convegno dell'ottobre 1998...
«A dire il vero, i nostri movimenti in favore di questa campagna sono cominciati prima:
nell'aprile precedente chiedemmo infatti un incontro con il vicepresidente della regione
Zorzoli per verificare se c'era la disponibilità politica a prendere in considerazione
quest'idea. Quando abbiamo riconosciuto che c'era, ci siamo mossi. Rendendoci però subito
conto che la partita si doveva giocare su due fronti: quello della Regione e quello del
parlamento. Senza una specie di "liberatoria" infatti non si sarebbe potuto
agire su un prezzo che comprendeva anche una tassa, l'accisa, che raccoglieva lo Stato».
Al convegno erano stati invitati tutti i politici a livello
nazionale e regionale della zona?
«Sì, perchè era importante sensibilizzare innanzitutto loro. Ma mi piace ricordare
anche le 20.000 cartoline di sollecitazione al governo firmate dai clienti e raccolte nei
soli distributori associati alla Faib della zona. Una cifra importante, alla quale vanno
aggiunte le 12.000 cartoline raccolte nel solo periodo della fiera di Varese 1999».
Insomma, avete fatto capire ai politici una cosa che a loro
importa molto, cioè che il provvedimento avrebbe avuto il consenso popolare...
«Appunto. E bisogna dire che chi più si è reso conto di questa potenzialità
sono stati l'onorevole Giorgetti, con i suoi colleghi Adria Bartolich e Antonio Tomassini,
e la giunta regionale. Anche se all'inizio non sembrava affatto determinata ad arrivare in
fondo».
Alla fine di questa battaglia, qual è la sua più grande
soddisfazione?
«Il fatto che da soli siamo arrivati a mandare in porto un progetto che
all'inizio sembrava troppo ambizioso. Me li ricordo quelli che ci dicevano ironicamente
"allora quand'è che ci fate avere la benzina con lo sconto?". E invece, siamo
riusciti ad ottenere un grande traguardo che aiuterà moltissimo questo settore, e senza
usare i soliti metodi assistenzialistici».
E la più grande delusione?
«Che, alla fine, quando si tratta di raccogliere i consensi, si scopre che siamo
sempre nel solito mondo di furbi».
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