La vicenda dello sconto benzina si è conclusa - o ha preso
l'avvio, a seconda dei punti di vista - veramente alla grande; soddisfazione di tutti gli
attori della vicenda, morale alle stelle per i benzinai, felice ritorno a casa per gli
automobilisti delle zone di frontiera. Sullo sfondo solo un'unica ombra, che però spesso
si stende su queste campagne che partono dalle associazioni di categoria: Chi è partito
per primo? Chi ha fatto di più per i suoi associati? Chi ne può raccogliere il merito?
Interrogativi che contano poco nelle tasche dei cittadini, e che incidono relativamente
sui benzinai, ma contano certamente nelle associazioni, perché da campagne fortunate come
questa si contano le iscrizioni per l'anno a venire.Ma forse
questa volta si è trovata una soluzione salomonica di ciò che dovrebbe succedere in un
caso del genere. Un simbolo nato da un mistero, che ha disorientato non poco i giornalisti
(I lettori sicuramente no, di solito non badano a piccolezze del genere). E un mistero che
si riassume in una sola domanda: ma a chi diavolo è associato Massimo Sassi, dell'Agip di
via IV novembre, Il benzinaio che ha fatto il pieno a Roberto Formigoni?
E' stato annunciato come associato Figisc (l'associazione legata
a Confcommercio) da un comunicato che presentava la manifestazione di sabato mattina. Ma la conferenza stampa indetta stamani dalla Faib è stata indetta nel
suo esercizio perchè era il «simbolo di un associato Faib dove è stato inaugurato lo
sconto benzina». Entrambe le associazioni lo registrano come regolarmente iscritto
da diversi anni. Per risolvere il dilemma, l'unico sistema è quello di rivolgersi al
diretto interessato:
Sassi, ma allora lei è associato Figisc o Faib?
«Tutti e due! mi sono associato in occasione di finanziamenti, poi ho deciso di
rimanere legato ad entrambi».
Ho saputo che lei partecipa regolarmente alle attività
delle associazioni...
«Sì. mi interessa sapere cosa fanno per noi, come si muovono.. insomma mi
interesso. Se poi tra loro ci sono delle rivalità, sono problemi loro. E anche un pò
infantili».
E sono proprio problemi loro, visto che questa unione ideale è
avvenuta a loro insaputa. Alla sua pompa di benzina Formigoni ci è arrivato infatti
attraverso una proposta dell'Ascom, a cui la Regione aveva chiesto di indicare il
benzinaio più opportuno «La scelta di Sassi, tra i nostri associati, è caduta quasi
casualmente» ci spiegano in Ascom a Varese «Il suo esercizio era quello più 'di strada'
sulla direttrice di viale Belforte, da cui sarebbe arrivato il presidente della Regione».
E nemmeno loro sapevano allora quanto si sarebbe rivelata
"opportuna" quella scelta: associato ad entrambi, Sassi poteva rappresentare per
tutte e due le associazioni un'occasione di vanto. Questa paradossale vicenda, che ha
magari ingrossato il fegato di qualcuno negli uffici delle due associazioni concorrenti,
certamente però un paio di cose le ha insegnate: la prima è che questa legge fa davvero
gli interessi di tutti, e tutti si riconoscono in questa battaglia (alla faccia dei
"campanili" associativi) .
La seconda è che tra tutti chi ci ha guadagnato di più è stato
Massimo Sassi, classe 1965, che ha ottenuto in questi giorni una celebrità anche
superiore alle due associazioni coinvolte. Recitando la parte dell'associato Figisc,
legato a Confcommercio, e dell'associato Fiab, legato a Confeserecenti, con la stessa
identica nonchalance.
Alla faccia delle ideologie, se ancora ce ne fossero.
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