Per i tifosi del Varese Calcio la serata di venerdì
all'ippodromo de Le Bettole, dedicata alla squadra di casa, è stata
indimenticabile. Nell'anno del novantesimo anniversario dalla fondazione, moltissimi
giocatori, che hanno lasciato il segno al Franco Ossola, si sono dati appuntamento
all'ippodromo cittadino per il premio dedicato al Varese Calcio.
Al Winner circle, per la premiazione di fantini e allenatori, e per ricevere a loro
volta un riconoscimento, si sono alternati personaggi come Ossola, Calloni, Ramella, De
Lorentis, Braida, Tellini, Bonafè, Carmignani e il mitico Pietro Maroso, inossidabile è
brillante come sempre, allenatore del Varese, protagonista a più riprese di tante
stagioni sulla panchina biancorossa: dalla stagione 1972/73 al 1977/78, durante la
presidenza di Guido Borghi. A dargli il cambio, per la stagione successiva, arrivò un
altro grande allenatore, Eugenio Fascetti. Naturalmente ha
presenziato alla serata anche l'attuale compagine al completo, accompagnata
dall'allenatore Mario Beretta e dal presidente Paolo Binda.
Un po' di nostalgia c'è stata, soprattutto nel vedere Giovanni Borghi chiaccherare con le
vecchie glorie, che negli anni della presidenza del padre Guido hanno portato il nome di
Varese nell'Olimpo del calcio.
«È stata una bella idea - ha detto Ernestino Ramella- invitarci e organizzare una
riunione di corse dedicata al Calcio Varese. Molti di noi continuano a vedersi e a giocare
sui campi di calcetto». Alla domanda chi gli mancasse di più nella serata di ricordi e
di amici ritrovati, Ramella non esita un istante. «Della Corna. Questa sera ho visto
amici che da tempo non vedevo. Però se devo essere sincero mi sarebbe piaciuto rivedere
il portierone ».
Anche Vito De Lorentis, centrocampista
biancorosso dai piedi buoni e dal cervello fino, che nella stagione 1976/77 fu il
bomber della squadra insieme a Ramella con sette gol all'attivo, è apparso
visibilmente emozionato. «Quando andiamo in giro a giocare con la squadra di
calcetto capitano cose strane. Ad esempio recentemente ad Ancona c'era un calciatore che
mi ha salutato. Io non lo ricordavo, poi mi disse che avevamo giocato insieme a Terni.
Questa sera è stato un vero piacere rivedere molti compagni tutti insieme».
Il bomber Egidio Calloni (nella
foto a sinistra), capelli lunghi come allora e sopracciglio ribelle più che
mai, è apparso in splendida forma, forse più di quando giocava. Calloni faceva molto
discutere in campo e fuori, sia per le belle giocate in area avversaria sia per i gol che
troppo spesso, a detta dei tifosi, sbagliava, soprattutto dagli undici metri.
Il trenta agosto toccherà alle stelle del basket.
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