| Il nomigolo come segno del
destino, come una predestinazione che segna inevitabilmente la tua carriera, il tuo
sudore, la paura che fai all'avversario e il senso di rispetto che sai ispirare a chi
combatte di fronte a te. I tre pugili del team Lauri-Loreni non hanno rinunciato
all'appellativo, ne fanno anzi motivo di orgoglio; lo scrivono sui manifesti, lo portano
come segno distintivo delle loro qualità di atleti e di uomini. Specchio del carattere,
ma anche marchio conquistato con le imprese sportive. E' così per Lauri, che i suoi
compagni di palestra, il Panthers Club Varese, hanno soprannominato The End, la
fine. Perché Lauri é la fine dei suoi avversari: 13 incontri conclusi con un ko su 18 da
quando è professionista. Ancora imbattuto. Può sembrare troppo autocelebrativo, ma non
é così. Un soprannome impegnativo come questo non lo si dà a chi non rispecchia le
aspettative che ti vengono attribuite. E' una responsabilità e Giuseppe lo sa. Non meno roboante il sigillo che accompagna il nome del fratello Toni Lauri, The
Ruler, il dominatore. «Perché gli avversari li stritola» é la
laconica spiegazione del manager-papà, Augusto. Il ragazzo si farà, direbbe qualcuno.
Magari proprio all'ombra del celebrato fratello, ma intanto anche per lui appare spianata
una strada che potrebbe portare a grandi risultati. E così pure per Lauri il giovane vale
lo stesso discorso: un nome così lo si dà solo a chi ce la può fare.
Infine, il terzo pupillo di casa al Panthers Club é il funanbolico
Giuseppe "Camacho" Facente. Uno che ne può inventare di tutti
i colori, chiamato così in ricordo dell'omonimo pugile dall'incredibile fantasia sul
ring. Tre nomi per tre strade diverse, ma un'unica consegna: non tradire mai il tuo
marchio di fabbrica.
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