La Polizia di Gallarate inaugura l'operazione "Estate sicura" (due
mesi di pattugliamenti serrati a difesa della città semivuota) con due operazioni e
altrettanti arresti. Il primo a cadere nella morsa é stato un giovane di 23 anni, Filippo
Leoni di Varese. Il ragazzo era stato colpito tempo fa da un provvedimento di arresti
domiciliari, ma nonostante questo se ne andava tranquillamente in giro per la provincia.
Una pattuglia lo ha sorpreso nei pressi della stazione di Gallarate intorno alle 20 di
ieri ed immediatamente sono scattate per lui le manette.Il
secondo arresto é stato effettuato questa mattina alle 11 e 30. Questa volta, ad essere
pizzicata sul fatto, é stata una donna di 33 anni di Gorla Maggiore: Sabrina Visentin. La
Visentin stava spacciando eroina con un dinamica oramai molto usuale tra i frequentatori
della stazione, tradizionale luogo di smercio delle sostanze stupefacenti. I
tossicodipendenti in attesa di acquistare la roba salivano nella macchina della donna e
venivano accompagnati in viale Milano, nei pressi della caserma dell'Aeronautica militare.
Lì, tra i campi e al riparo da sguardi indiscreti avveniva lo smercio, dopo di che la
Visentin riaccompagnava i clienti davanti all'androne della stazione. I poliziotti si sono
così appostati, aspettando che la donna effettuasse il carico e scarico dei suoi clienti
e dopo alcuni di questi trasferimenti sono entrati in azione, arrestando la donna e
segnalando alla prefettura i tossicodipendenti acquirenti.
Con queste prime operazioni il Commissariato di Polizia di Gallarate
ha iniziato la sua opera di prevenzione estiva. L'operazione "Estate sicura"
prevede l'utilizzo di un rinforzo di tre o quattro pattuglie provenienti da Milano in caso
di necessità, integrate in un sistema di posti di blocco e di controllo più serrato,
insieme ad un'attività di pattugliamento di case isolate, edifici pubblici e "luoghi
sensibili" della città di Gallarate. Il vicequestore Giovanni Broggini ha anche
spiegato di aver richiesto l'utilizzo delle unità cinofile operanti nell'aeroporto di
Malpensa, per poter usufruire di un ulteriore personale specializzato nella repressione
del traffico di sostanze stupefacenti. La diminuzione del lavoro d'ufficio, poi,
permetterà, sempre secondo gli uomini del commissariato, una maggiore presenza degli
agenti sulle strade.
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