| "Non mi dimetto se non me lo dite in
faccia". Roberto Bosco resta al suo posto. Aveva detto che per coerenza se ne sarebbe
andato. Ha cambiato idea. E lancia un messaggio a Forza Italia, il suo partito:
"avete giocato con un neo iscritto accordandovi con la Lega e mi avete lasciato
solo". Ma il Capogruppo degli azzurri Roberto Delodovici non gli chiede di andarsene.
Ci mancherebbe altro. Dopo la riunione di segreteria di ieri sera in cui l'hanno convinto
a restare non c'era altro da dire. Bosco fa un ragionamento: Forza Italia si vuole
accordare con la Lega in vista della prossima legislatura, che potrebbe anche arrivare
molto presto, e la sua poltrona sarebbe diventata per questo merce di scambio. Poi allude
al fatto che il sindaco Greco potrebbe essere il prossimo a essere sacrificato in nome
della politica dei partiti. Messaggi cifrati alla maggioranza, che dal canto suo non si
scompone e lo prega pubblicamente di restare. Così le sberle
diventano pacche sulle spalle. Dicono tutti la stessa cosa: nessuno ha votato contro di
lui il 27 giugno. "Tu hai avuto 12 voti - dice Delodovici - e quella sera noi di
Forza Italia eravamo in 12". Capodiferro, Capogruppo di An, non é da meno: "mai
negato la fiducia a Bosco". Allora saranno stati i due socialisti, pensano tutti:
"ma neanche per sogno" sbottano Gallotta e Cucinotta: "lei é confuso, noi
abbiamo votato per lei". Forse Sparacia (FI), magari perché arrabbiato per la
questione della casa di riposo. Niente da fare: "io ho votato per lei, signor
presidente e le rinnovo la stima" dice perentorio. Insomma, nessuno ha nulla da
rimproverarsi. "Che ci fossero dei maghi in sala quella sera?" ironizza Bosco.
Non c'erano maghi ma il gioco di prestigio é riuscito: tanto fumo e niente arrosto.
L'unico dato interessante é che probabilmente Bosco ha parlato direttamente a Forza
Italia e ha rifiutato di sacrificarsi perché i giochi per arrivare alle future convergenze
parallele tra azzurri e Lega sono solo all'inizio."Non ci sto ai giochetti"
diceva l'altro giorno, ma star fuori adesso vuol dire non contare più nulla domani.
Le opposizioni sono state a guardare. Rigliano (capogruppo Lega) é
il più duro: "lei ha fatto 40 minuti di teatrino senza dire nulla. Bella coerenza.
Ci ha solo preso in giro. D'ora in poi la chiameremo consigliere Bosco". Stupito
Antonio Pepe dei Ds: "credevo ti dimettessi ma hai fatto bene a restare".
Sospettoso Luini (Ape): " questo scena giova solo a chi vuole affossare
Gallarate". Parla anche Agostinelli, candidato a subentrare a Bosco: "non ci
sono accordi con nessuno, ora la maggioranza la gratifica ma prima l'hanno
affossata". Infine Martinoli (ind. Ds): "sembra la storia della cicca sul comò.
Il marito chiede alla moglie, cara ma io non fumo, tu non fumi, la cagnetta non fuma, e
allora di chi é la cicca sul comò?". Applausi a scena aperta del pubblico.
|