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Ore 12.51.54
Giorno
04/06/07
Parabiago - Presentato a Villa Corvini il monitoraggio dell'andamento del lavoro nel legnanese
Formazione professionale: il vero punto strategico

Riceviamo e pubblichiamo

È stato presentato nei giorni scorsi a Parabiago, presso Villa Corvini, il "Monitoraggio dell’andamento del lavoro nel Legnanese", realizzato in modo molto approfondito dall’Associazione ASF, che raggruppa alcune tra le principali scuole professionali della Lombardia. L’incontro è stato un’utile occasione per riparlare del ruolo della formazione professionale per lo sviluppo nell’Alto Milanese e per definire i compiti dell’apposito gruppo di lavoro del Patto Territoriale.

Questa ricerca ha affermato l’esistenza di figure professionali critiche che riguardano sia gli operai qualificati sia i tecnici. Per le imprese è sempre più difficoltoso reperire tornitori, fresa-alesatori, addetti alle macchine utensili a controllo numerico, montatori, progettisti, disegnatori Cad. A queste figure viene richiesta una professionalità molto ampia, che coniuga capacità manuali tradizionali con conoscenze tecniche approfondite e competenze organizzative e relazionali, acquisibili grazie ad un mix efficace d’esperienza in azienda e formazione esterna.

Si tratta di una conferma alle percezioni ampiamente diffuse tra le parti sociali e a quanto più volte evidenziato anche dal Centro per il Lavoro. Dalla discussione è emerso che i metodi tradizionali di reclutamento di personale diventano inefficaci. In una realtà dove predominano piccole e medie imprese, la formazione interna richiede processi lunghi e costosi. Le figure professionalizzate sul mercato sono scarse e soggette ad un alto tasso di mobilità tra le aziende, spesso scoraggiate ad investire nelle risorse umane per la paura che i dipendenti specializzati vengano "rubati" dai concorrenti.

Il ruolo della formazione professionali risulta dunque un elemento strategico per lo sviluppo del territorio. La commissione del Patto territoriale, affiancata da un apposito strumento tecnico, dovrà imporsi come un luogo privilegiato per il monitoraggio dell’offerta formativa presente nell’Alto Milanese e per definire linee guida da proporre agli enti formativi e alle imprese, che dovranno sempre di più collaborare tra loro.

Altro fattore importante è quello dell’orientamento dei giovani. Molti interventi hanno messo in luce che vi è una scarsa propensione da parte dei neo diplomati ad intraprendere carriere professionali nei settori tradizionali, metalmeccanico e tessile, che vengono percepiti come maturi e di scarso interesse dal punto di vista tecnologico. Anche su questo tema il gruppo può concertare interventi di "marketing" verso le scuole del territorio.

Come si diceva, la collaborazione tra enti formativi ed imprese, cioè tra teoria e pratica, è indispensabile per rendere efficaci i processi d’apprendimento. Strumenti da valorizzare sono l’apprendistato, istituto ora aperto anche a diplomati e laureati, e i tirocini formativi nelle aziende. Sui temi dell’inserimento al lavoro e del rapporto tra formazione e occupabilità sarebbe utile l’avvio di un tavolo di confronto tra le parti sociali.

Altri temi che il gruppo di lavoro dovrà approfondire, a parere della CISL, sono quelli della "formazione di cittadinanza", indirizzata alle figure svantaggiate, di "azioni positive" rivolte agli immigrati, da considerare come una risorsa essenziale per un territorio la cui popolazione sta invecchiando, della formazione verso i servizi alle persone, in stretta collaborazione con le Amministrazioni locali e il mondo del no profit.

Non ci può essere uno sviluppo duraturo senza processi coordinati di "apprendimento continuo" che coinvolga tutti i soggetti del mondo del lavoro: dipendenti occupati, giovani in cerca d’occupazione, disoccupati, quadri e imprenditori. E’ bene che tutte le forze sociali e istituzionali del territorio ne prendano consapevolezza.

Luigi Maffezzoli
Componente Segreteria
CISL Ticino Olona

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