| Adesso é ufficiale. Gallarate non rientra
nei fondi europei Obiettivo 2 per le zone a decadenza industriale. Ma qualche soldo
arriverà lo stesso, perché la città beneficerà comunque di un finanziamento denominato
phasing out destinato a quelle aree che erano comprese nei fondi 1994-1999. Una
manciata di Euro che serviranno a completare i lavori delle opere già avviate negli anni
scorsi; una misura che la Ue giustifica con la volontà di dare ancora un sostegno alle
zone già finanziate per non perdere i livelli di recupero industriale e occupazionale
raggiunti con il precedente intervento. Gallarate é fuori
perché non rientra nei parametri richiesti da Bruxelles e calcolati successivamente da
Roma: tasso di disoccupazione superiore alla media europea più una serie di indici
stabiliti con procedimenti matematici, agganciati ad indicatori volti comunque a definire
un bisogno di intervento ancora reale. Sul mancato finanziamento la Lega Nord ha aperto da
qualche tempo una vibrante polemica. La notizia che Gallarate sarebbe rimasta a bocca
asciutta era infatti già trapelata a Roma.
Il Carroccio ha attribuito alla Giunta Greco la colpa di non aver
fatto quanto di dovere per farsi includere nel documento di programmazione stilato da
Roma. «Decisamente troppo per una città - recita una nota diffusa dal partito di Bossi -
che per l'inerzia della sua attuale amministrazione ha già perso il treno dello
sviluppo». Ma l'amministrazione del Polo non ci sta. «La Lega sbaglia ad attaccare noi -
dice il vicesindaco di An Fabio Castano -. Abbiamo fatto la nostra battaglia quando
abbiamo saputo che ci avevano escluso, ma i parametri fissati da Roma non ci hanno
lasciato scampo». Secondo Castano il governo ha penalizzato Gallarate perché ha scelto
degli indicatori complicati e obsoleti. «Alcuni dati presi in considerazione si
riferiscono al 1988 - spiega Castano - quando a Gallarate c'erano ancora molte industrie
oggi chiuse».
Ma qualcosa effettivamente si era mosso. Il 16 giugno la Regione,
con una delibera del Presidente, dichiarava al Governo di ritenere ancora ammissibili ai
finanziamenti le zone dei sistemi locali del lavoro di Desio, Gallarate e parte di Busto.
Il documento, secondo lo stesso vicesindaco Castano, sarebbe la prova della pressione
politica esercitata dai Comuni esclusi. «Tutti i Comuni non ammessi hanno protestato e
tra questi anche noi, ma le regole fatte dal Governo erano quelle e allora c'é stato poco
da fare».
Rimangono così le briciole. Il phasing out concede 750
miliardi fino al 2005 da dividere tra tutte le zone interessate. Ben altra cosa rispetto
ai 9.000 miliardi divisi tra contributi europei e italiani che avrebbero sicuramente fatto
piacere anche a Gallarate.
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