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Ore 12.51.55
Giorno
04/06/07
Gallarate - L'Obiettivo 2 non premia la città perché non sarebbe in crisi, ma é davvero così? Sul caso si scatena una polemica politica
A Gallarate briciole di Euro

Adesso é ufficiale. Gallarate non rientra nei fondi europei Obiettivo 2 per le zone a decadenza industriale. Ma qualche soldo arriverà lo stesso, perché la città beneficerà comunque di un finanziamento denominato phasing out destinato a quelle aree che erano comprese nei fondi 1994-1999. Una manciata di Euro che serviranno a completare i lavori delle opere già avviate negli anni scorsi; una misura che la Ue giustifica con la volontà di dare ancora un sostegno alle zone già finanziate per non perdere i livelli di recupero industriale e occupazionale raggiunti con il precedente intervento.

Gallarate é fuori perché non rientra nei parametri richiesti da Bruxelles e calcolati successivamente da Roma: tasso di disoccupazione superiore alla media europea più una serie di indici stabiliti con procedimenti matematici, agganciati ad indicatori volti comunque a definire un bisogno di intervento ancora reale. Sul mancato finanziamento la Lega Nord ha aperto da qualche tempo una vibrante polemica. La notizia che Gallarate sarebbe rimasta a bocca asciutta era infatti già trapelata a Roma. 

Il Carroccio ha attribuito alla Giunta Greco la colpa di non aver fatto quanto di dovere per farsi includere nel documento di programmazione stilato da Roma. «Decisamente troppo per una città - recita una nota diffusa dal partito di Bossi - che per l'inerzia della sua attuale amministrazione ha già perso il treno dello sviluppo». Ma l'amministrazione del Polo non ci sta. «La Lega sbaglia ad attaccare noi - dice il vicesindaco di An Fabio Castano -. Abbiamo fatto la nostra battaglia quando abbiamo saputo che ci avevano escluso, ma i parametri fissati da Roma non ci hanno lasciato scampo». Secondo Castano il governo ha penalizzato Gallarate perché ha scelto degli indicatori complicati e obsoleti. «Alcuni dati presi in considerazione si riferiscono al 1988 - spiega Castano - quando a Gallarate c'erano ancora molte industrie oggi chiuse».

Ma qualcosa effettivamente si era mosso. Il 16 giugno la Regione, con una delibera del Presidente, dichiarava al Governo di ritenere ancora ammissibili ai finanziamenti le zone dei sistemi locali del lavoro di Desio, Gallarate e parte di Busto. Il documento, secondo lo stesso vicesindaco Castano, sarebbe la prova della pressione politica esercitata dai Comuni esclusi. «Tutti i Comuni non ammessi hanno protestato e tra questi anche noi, ma le regole fatte dal Governo erano quelle e allora c'é stato poco da fare».

Rimangono così le briciole. Il phasing out  concede 750 miliardi fino al 2005 da dividere tra tutte le zone interessate. Ben altra cosa rispetto ai 9.000 miliardi divisi tra contributi europei e italiani che avrebbero sicuramente fatto piacere anche a Gallarate.

Roberto Rotondo

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