| Gerenzano è un piccolo paese di 9000
abitanti che si incontra sulla trafficata statale varesina poco prima di Saronno. Uno dei
più grandi problemi dei comuni del sud varesotto è la mancanza di un'urbanizzazione
ordinata che tiene conto dell'importanza di creare zone verdi protette: Gerenzano
rappresenta questa realtà. Fino al '92 questo paese ospitava
due discariche, una delle quali era la più grande d'Europa. Accanto a queste due
discariche sorgeva una cava che è stata chiusa nel '96. Gerenzano rappresenta una realtà
ambientale problematica comune, ma rappresenta anche lo specchio
di un'efficiente soluzione che varrebbe la pena diffondere in tutta Italia. Qui ora, non
lontano dal traffico e dalle costruzioni, ci sono aironi, falchi, cervi, daini e mufloni
in un territorio di soli 45 ettari. Qui nasce un progetto di recupero ambientale che nel
'98 diviene concreto grazie a persone che non solo sentono l'esigenza di migliorare le
condizioni di vita dei propri cittadini ma che fanno propria la lotta
in difesa dell'ambiente.
Un progetto divenuto realtà in pochissimo tempo: " Deve
pensare che oltre alla cava, la discarica, aveva accumulato in 30 anni un quantitativo di
11 milioni di tonnellate di rifiuti. Ora abbiamo recuperato la cava che è diventata
parco, fra non molto, si parla dell'anno prossimo, riusciremo ad aggiungere tutto il
terreno delle due discariche". Chi parla è Pier Angela Vanzulli, assessore
all'ecologia e vice sindaco, che ha veramente preso a cuore la questione. E' grazie a lei,
alla giunta e al comitato anti discarica, di cui faceva parte, che oggi possiamo ammirare
il Parco degli Aironi; un parco di 45 ettari, che diventeranno ben presto 95, che regala a
Gerenzano un angolo di natura ben organizzato e, nel suo piccolo, di piacevole fascino.
"L'Amsa di Milano si è logicamente sobbarcata delle spese. -
spiega l'assessore durante la visita al parco - Ci siamo dovuti preoccupare della messa in
sicurezza, per quanto riguarda la discarica, e del recupero totale dell'ambiente. Tutto
ciò ha delle spese che un paese così piccolo da solo non può gestire". Nel centro
del parco vi è un laghetto di 35 metri di profondità, dove vivono diverse specie di
pesci. Tutto attorno un sentiero di 5 Km, percorribile a piedi o in bicicletta, porta
negli angoli più belli del Parco: una bellissima terrazza di legno, che sovrasta il
laghetto, è lo scorcio più incantevole.
Ma l'iniziativa più interessante e semplicemente più bella è
quella di aver dato una casa a degli animali: " Ci sono due cervi e i loro piccoli,
che provengono dalla Val Chiavenna, ci sono sedici daini e sei mufloni, oltre a cavalli e
conigli. I cervi verranno tenuti in questo ampio recinto, così prevede la legge, mentre
tutti gli alti verranno lasciati liberi non appena il Parco verrà totalmente pulito e
ripiantumato. Stiamo utilizzando un metodo a macchia di leopardo, come mi piace dire:
teniamo aperte tutte le zone mentre quella su cui si lavora viene chiusa, in modo da
tenere il Parco sempre in vita."
All'entrata vi è un bar, vi sono campi da tennis e vi è un
parcheggio esteticamente ben strutturato. "La gente del luogo è molto contenta e lo
si vede dalla notevole affluenza, soprattutto nei fine settimana." Prosegue
l'assessore "Sono molto felice perché questo Parco rappresenta la reale possibilità
di recuperare totalmente tutte le cave. Bisognerebbe fare in modo che ogni anno una cava
crei degli accantonamenti di capitale che verranno poi utilizzati per il recupero
dell'ambiente. La legge regionale 18/82 bloccava tutte queste proposte. Ora si è a un
punto fermo, anche perché i nostri emendamenti sono stati bocciati, vedremo in futuro.
Per ora siamo veramente soddisfatti - conclude Pier Angela Vanzulli - anche perché nel
'94 vi era il progetto di rendere la cava una discarica. Mentre ora invece è un vero
Parco"
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