| Cassano Magnago protesta per l'aumento
del costo dei rifiuti. Il cambiamento del sistema di calcolo, dalla tassa alla tariffa,
determina un lievitare dei costi che ai cittadini non va giù. Oggi alle 16 in piazza S.
Giulio alcuni di loro restituiranno simbolicamente le tessere che servono per acquistare i
sacchi. E la protesta cassanese preoccupa Gallarate, dove cresce il sospetto che i
cassonetti della città vengano utilizzati anche dagli abitanti dei comuni confinanti. Il viola é un colore che a Gallarate porta male. Viola infatti é il colore
dei sacchi della spazzatura del Comune di Cassano Magnago. Quelli che lo spazzino
dell'Amsc si trova a caricare ogni tanto quando fa il suo giro con il camion. Quelli che i
vertici della stessa Amsc (l'azienda che raccoglie i rifiuti a Gallarate) sono andati a
fotografare come detectives, portando quelle immagini come prove del fatto che sì, é
vero, "da Cassano la vengono a buttare qui la loro spazzatura". Per Gallarate
dunque il viola é tutto questo; una minaccia, la paura di un'invasione di monnezza, da
qualche tempo una contagiante preoccupazione che sta facendo dormire sonni agitati a molta
gente.
Ora Cassano é in rivolta, per una decisione della giunta che
applica una tariffa a sacchetto secondo molti cittadini troppo onerosa. E che cosa faranno
i cassanesi oltre a protestare? Angelo Luini (Gruppo Ape) ha fatto due più due: verranno
a buttare i sacchi nel territorio di Gallarate. Come se non bastasse tutta la polemica
montata sulla spropositata produzione di rifiuti della città di due galli. Piove sul
bagnato. Piove acqua sporca. A Gallarate, i politici, litigano per molto meno, figurarsi
se non avrebbero dato fiato alle trombe per una questione che alcuni partiti hanno trovato
sospetta. E il Comune ci ha messo del suo, ha promesso cassonetti computerizzati, a scheda
magnetica, con pesatore elettronico. Favole? Non si sa, così hanno detto e per il finale
della storia bisognerà attendere, ma i tempi stringono. Gli scaricatori di turno, si
dice, bussano alle porte. Gallarate alzi una barriera, protesti, si cinga di mura, faccia
la voce grossa, la faccia scura, insomma, faccia qualcosa.
Il fantasioso Luini non se l'é fatto dire due volte. Proposta
strana la sua: eliminiamo i cassonetti per la raccolta rifiuti posti al confine con gli
altri comuni entro 20 giorni. E in quella specificazione, 20 giorni, pare di leggere tutta
l'urgenza della situazione. Francamente, l'idea fa un po' sorridere. Perché mai togliere
dei cassonetti al limitare del territorio comunale dovrebbe fermare gli abusivi?
Sentiamo il diretto interessato: «perché sono una discarica a cielo aperto» é la sua
opinione. Brutti da vedere e facili da violare quindi. Solo che a poco servirà una
decisione del genere, se davvero a Cassano e dintorni si deciderà di esportare
immondizia. Tutti in macchina e via verso il bidone più vicino. Che sia al confine, che
sia in centro, che sia un po' dove volete voi, se il cassanese vuole risparmiare sarà
difficile fermarlo. Se invece si vuole fare le cose seriamente, allora presidiateli questi
cassonetti, o mettete telecamere, un vigile di quartiere. Irreale oppure troppo costoso?
Certo, anche se le venti multe scarse comminate nel 2000 ai furbi scaricatori forestieri
farebbero pensare che ogni tanto qualche controllino ci scappi davvero. Ma sono solo
briciole. Ma davvero é una questione seria? La risposta é che un anno di Commissione
rifiuti, una richiesta di dimissioni del presidente del consiglio comunale poco attento al
problema e una polemica con l'Accam bastano a bollare come seria per davvero tutta la
faccenda. Solo che finora non si é venuti a capo di nulla, né tantomeno si capisce
perché mai nascondere i cassonetti di confine dovrebbe essere la soluzione. Tanto più
che si arrabbierebbero anche i gallaratesi che abitano in quelle zone. I cittadini si
rassegnino: per ora, i rifiuti sono tanti, si pagano tanto e non si è ancora davvero
capito perché.
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