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Ore 12.52.11
Giorno
04/06/07
Tradate - Pietro Varacalli ucciso a colpi di accetta da due clandestini. Fuori pericolo la nipotina, dopo un delicato intervento chirurgico
Giulia è fuori pericolo

Erano partiti per una vacanza. Nulla avrebbe fatto pensare che quei giorni spensierati si sarebbero potuti trasformare in una tragedia familiare. Pietro Varacalli, di Ferruzzano Marina, provincia di Reggio Calabria, ma da anni tradatese come la sua famiglia, è stato ucciso da due immigrati clandestini che si erano intrufolati nella sua villetta al mare. La moglie, Maria Teresa Nocera, se l'è cavata con poche ferite. Il timore maggiore è stato per la nipotina Giulia, 8 anni, che ha subito ferite particolarmente gravi, e che è stata salvata, con un intervento di parecchie ore, dai medici degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Nel momento in cui scriviamo, è fuori pericolo, ma la prognosi è ancora riservata. Nella tragica vicenda è stato coinvolto anche un partente, che è intervenuto in aiuto.

I due assassini, Alexei Ivanov e Tatiana Ivanova, avevano trovato rofugio nella casa del Varacalli e sono stati sorpresi dall'improvvisa comparsa del proprietario. Hanno reagito colpendo più volte Pietro e la nipotina, uccidendo il primo e ferendo gravemente quest'ultima.

Pietro Varacalli, 62 anni, era ormai tradatese a pieno titolo. Il figlio, Paolo, fa parte dell'associazione artigiani della provincia. Quindi persone conosciute ed apprezzate. L'eco di questo tragico fato si è sentita anche in Parlamento. Il ministro dell'interno, Bianco, ha riferito i fatti ed è intervenuto anche l'onorevole Dario Galli, parlamentare della Lega nord e sindaco di Tradate. Riportiamo parte del suo intervento.

«Due lavoratori, una persona di sessantadue anni e una signora di cinquantasette sono andati nella loro casa di campagna e l'hanno trovata occupata abusivamente da due extracomunitari irregolari: non sono stati presi a male parole, ma a coltellate e a colpi di accetta. Oltre a queste due persone, c'era una bambina di otto anni; sono sindaco della città di Tradate dove queste persone abitavano - e dove spero i superstiti abiteranno in futuro - sono miei vicini di casa e uno dei figli è addirittura mio dirimpettaio. Non le parlo, però, in qualità di sindaco ma di cittadino, di padre di famiglia. Non so se lei abbia figli, ma se avesse una bambina di otto anni che si reca in vacanza con i nonni e viene presa a colpi di accetta in testa, cosa farebbe? Rendiamoci conto di che cosa stiamo parlando! "Il problema è un altro: si stanno superando i limiti del buonsenso, del cattivo gusto, della moralità e dei principi di vita. "Non so come vivano queste persone e quali riferimenti morali abbiano. "Non so che tipo di persona sia una persona per la quale è normale andare ad abitare nella casa di un altro, per la quale il diritto di proprietà non esiste, per la quale la vita di un uomo vale zero e si può uccidere un uomo come una bestia, a colpi di accetta.»

Il Sindaco di Tradate, ha infine decretato il lutto cittadino, mentre si atendono le ultime disposizioni per i fumerali di Pietro Varacalli che dovrebbero svolgersi sabato prossimo

U. M.

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