Cosa significava allevare i bachi e lavorare nella filanda, chi accudiva
pazientemente alla vita dei bachi da seta nutrendoli con foglie di gelso, quale è stata
la fine del setificio di Albizzate? Un interessante
studio realizzato dagli alunni delle classi 5 A e 5 B della scuola elementare Dante
Alighieri di Albizzate ce lo spiega in un percorso attraverso le fonti, le fotografie e le
notizie ritrovate negli archivi. Un lavoro impegnativo che ha dato vita ad un libro ed a
un cd musicale con le canzoni popolari cantate durante le dure ore di lavoro.
La storia della filanda inizia intorno al 1840 quando in un
locale del castello visconteo il Conte Giuseppe Archinto impiantò tutto il necessario per
crescere ed allevare bachi da seta (ancora oggi nel cortile dello stabile vi sono albero
di gelso, unica fonte di nutrizione per gli insetti).
L'ottimo lavoro dei ragazzi parte consultando i registri
delle scuole elementari di Albizzate del 1895-96 in una ricerca di archivio che ha
permesso di scoprire lunghi periodi di assenza, soprattutto delle bambine, costrette a
lavorare nella filanda. Il lavoro era molto duro (iniziava alle prime ore del giorno e
finiva alla sera) e prevedeva anche passaggi pericolosi che costringeva le
"filare" ad immergere le mani in pentole con acqua caldissima per trattare e
sfilare i bozzoli.
Lo studio attraversa i momenti più salienti della vita della fabbrica e
dello stabile che oggi è trasformato in alloggi, passando d proprietario in proprietario.
Il libro è accompagnato da un cd con i canti popolari interpretati dalla "Balcon
Band", che riprendono suoni e musiche intonati dalle instancabili lavoratrici della
filanda.
Il libro a cura di Giovannna Mingoia Morreale espone una
galleria di fotografie vecchie e nuove e disegni realizzati dai giovani studiosi.
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