Torna alla
zona sud

E-mail

 

Ore 12.52.26
Giorno
04/06/07
Gallarate - Luigi Corrias lotta per la vita dopo l'aggressione subita ad opera del figlio Cristian 
Dodici coltellate al volto

In pochi minuti si è consumata un'altra tragedia familiare. Ieri sera alle 22 e 15 Cristian Corrias, 23 anni residente a Gallarate, appena tornato a casa, ha avuto un diverbio, sembra per futili motivi, con il padre Luigi. Il giovane ha preso due coltelli e ha iniziato a colpire il genitore. Dodici coltellate in tutto a segno tra il volto e l'addome. Sono accorsi i vicini e il sessantatreenne è stato portato subito all'ospedale di Gallarate, dove si trova tuttora in prognosi riservata.
Il ragazzo, in stato di choc, sembrerebbe afflitto da problemi psichiatrici. E' stato interrogato e poi portato in carcere a Busto Arsizio.

Luigi Corrias é il portinaio di un palazzo in pieno centro a Gallarate, via Cantoni dieci. Conosciuto e stimato da tutti i condomini, vive in un appartamento attiguo alla portineria, insieme alla moglie e ai due figli, ed ha una terza figlia, sposata, che non abita più con la famiglia da tempo. Al momento del litigio, oltre all'aggressore, erano presenti in casa solo il padre e l'altro figlio, mentre la moglie, infermiera, era fuori casa per lavoro. Inspiegabili per ora le cause del gesto. Nonostante le gravi condizioni il ferito é stato ascoltato dai carabinieri in Ospedale, ma non ha saputo fornire elementi che possano fare luce sul motivo scatenante. Pochi indizi sarebbero emersi anche dall'interrogatorio del ragazzo. Agli inquirenti il giovane é apparso confuso e avrebbe detto solo poche parole, senza nesso logico. L'assenza di precedenti penali, poi, infittisce ancor di più il mistero sul perché di tanta ferocia.

La dinamica dell'aggressione é stata di una violenza impressionante. I dodici colpi sferrati al padre lo hanno raggiunto al volto, all'orecchio e all'addome, sia davanti che sulla schiena. Solo la fuga disperata per le scale gli ha probabilmente evitato la morte. Nel frattempo il figlio é rimasto in casa, intontito dal suo gesto estremo, incapace di fuggire o di fornire spiegazioni ai carabinieri giunti sul posto. Ora sul suo capo pende l'accusa di tentato omicidio, notificatagli dal pm Massimo Baraldo della Procura di Busto Arsizio.

 

Torna all'inizio dell'articolo