In pochi minuti si è consumata un'altra
tragedia familiare. Ieri sera alle 22 e 15 Cristian Corrias, 23 anni residente a
Gallarate, appena tornato a casa, ha avuto un diverbio, sembra per futili motivi, con il
padre Luigi. Il giovane ha preso due coltelli e ha iniziato a colpire il genitore. Dodici
coltellate in tutto a segno tra il volto e l'addome. Sono accorsi i vicini e il
sessantatreenne è stato portato subito all'ospedale di Gallarate, dove si trova tuttora
in prognosi riservata.
Il ragazzo, in stato di choc, sembrerebbe afflitto da problemi psichiatrici. E' stato
interrogato e poi portato in carcere a Busto Arsizio.Luigi
Corrias é il portinaio di un palazzo in pieno centro a Gallarate, via Cantoni dieci.
Conosciuto e stimato da tutti i condomini, vive in un appartamento attiguo alla
portineria, insieme alla moglie e ai due figli, ed ha una terza figlia, sposata, che non
abita più con la famiglia da tempo. Al momento del litigio, oltre all'aggressore, erano
presenti in casa solo il padre e l'altro figlio, mentre la moglie, infermiera, era fuori
casa per lavoro. Inspiegabili per ora le cause del gesto. Nonostante le gravi condizioni
il ferito é stato ascoltato dai carabinieri in Ospedale, ma non ha saputo fornire
elementi che possano fare luce sul motivo scatenante. Pochi indizi sarebbero emersi anche
dall'interrogatorio del ragazzo. Agli inquirenti il giovane é apparso confuso e avrebbe
detto solo poche parole, senza nesso logico. L'assenza di precedenti penali, poi,
infittisce ancor di più il mistero sul perché di tanta ferocia.
La dinamica dell'aggressione é stata di una violenza
impressionante. I dodici colpi sferrati al padre lo hanno raggiunto al volto, all'orecchio
e all'addome, sia davanti che sulla schiena. Solo la fuga disperata per le scale gli ha
probabilmente evitato la morte. Nel frattempo il figlio é rimasto in casa, intontito dal
suo gesto estremo, incapace di fuggire o di fornire spiegazioni ai carabinieri giunti sul
posto. Ora sul suo capo pende l'accusa di tentato omicidio, notificatagli dal pm Massimo
Baraldo della Procura di Busto Arsizio.
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