Torna alla
zona sud

E-mail

 

Ore 12.52.27
Giorno
04/06/07
Cassano Magnago - Duello in punta di fioretto tra Vitali (Enti locali Ds) e Fontana (presidente consiglio regionale) alla vigilia del passaggio alla Camera sul federalismo
Federalismo, vietato bluffare

Parole cortesi ma sciabolate politiche, quelle che sono volate al dibattito sul federalismo della Festa dell'Unità di Cassano Magnago. I due contendenti sono cavalli di razza: Walter Vitali, responsabile degli enti locali dei Democratici di Sinistra ed ex sindaco di Bologna, ed Attilio Fontana (foto a sinistra), leghista, presidente del consiglio regionale. Vitali gioca in casa, ma non risparmia all'avversario sberle. «L'Ulivo ha presentato un pacchetto di proposte che vanno verso il federalismo e voi alla Camera state boicottando il dibattito». 

Fontana controbatte, spiega, polemizza, non si lascia irretire dal ragionamento dell'avversario ed espone il suo pensiero: «La sinistra al governo ha solo bluffato, non c'é stato nessun provvedimento verso il federalismo». In mezzo alla discussione si insinua la concretezza e si parla di cose tangibili senza tanti giri di parole. Quali competenze lo Stato deve trasferire alle regioni? Sulla risposta a questa domanda si gioca il futuro del paese, ma l'impressione é netta. Siamo ad un punto decisivo. O quantomeno. Il discorso comincia a essere preso sul serio. Fontana presiede la terza assemblea elettiva del paese, con il compito di redigerne lo statuto. La Lombardia propone dei referendum che sanno di devolution. Ma Vitali (foto sopra a destra) non ci sta: «non si possono proporre referendum quando il voto vi ha legittimato a legiferare. E' una ripetizione demagogica per prendere voti». E ancora: «in Lombardia c'é il pericolo di un nuovo centralismo a base regionale». 

Fontana é deciso e non si fa sommergere di accuse: «la Lega ha dimostrato di volere una devolution che dia potere agli enti più vicini ai cittadini».  Secondo il diessino le forme che il processo di trasferimento di poteri dovrà prendere gettano luci ed ombre. Le ombre: il caso Haider. «Il governatore della Carinzia propone un'annessione con Veneto e Friuli, siete d'accordo?». Fontana: «non abbiamo rapporti con Haider, e comunque siamo per l'autonomia dei popoli e delle comunità locali». Ma perché si tira in ballo Haider? Qualche leghista tra il pubblico si inalbera. Fontana replica: «il caso Haider é una speculazione». 

Si torna ai problemi di casa nostra e, ancora una volta, il punto strategico rimane quello di capire chi sta bluffando e chi no. Fontana tira un colpo durissimo: «Amato disse nel 1996 che il federalismo era un virus letale per il paese». Con che coraggio lo ripresentate, sembra essere la vera domanda. E sempre restando su questi toni, e cioè quelli del "dagli al finto federalista", Vitali ricorda che, le regioni del Nord governate dal Polo, sono quelle che hanno delegato di meno agli enti locali, e definisce la Lombardia un «mastodonte burocratico». 

La via é tracciata dunque. Il federalismo é da tempo consacrato come fattore di consenso. Adesso conta sapere chi ci guiderà sulla strada e con quali tappe, ma, soprattutto, quanta parte di democrazia sostanziale ci restituirà questo passaggio politico. Da registrare, comunque, la continuazione di un dialogo tra Lega e Ds, proprio qui in provincia, dove l'autonomismo ha una delle sue culle. Un confronto voluto dal segretario provinciale della quercia, Daniele Marantelli (presente al dibattito), che sulla necessità di marcare stretta la Lega ha sempre battuto.

 

Rob.R.

Torna all'inizio dell'articolo