Parole cortesi ma sciabolate politiche, quelle che sono volate al dibattito
sul federalismo della Festa dell'Unità di Cassano Magnago. I due contendenti sono cavalli
di razza: Walter Vitali, responsabile degli enti locali dei Democratici di Sinistra ed ex
sindaco di Bologna, ed Attilio Fontana (foto a sinistra),
leghista, presidente del consiglio regionale. Vitali gioca in casa, ma non risparmia
all'avversario sberle. «L'Ulivo ha presentato un pacchetto di proposte che vanno verso il
federalismo e voi alla Camera state boicottando il dibattito». Fontana controbatte, spiega, polemizza, non si lascia
irretire dal ragionamento dell'avversario ed espone il suo
pensiero: «La sinistra al governo ha solo bluffato, non c'é stato nessun provvedimento
verso il federalismo». In mezzo alla discussione si insinua la concretezza e si parla di
cose tangibili senza tanti giri di parole. Quali competenze lo Stato deve trasferire alle
regioni? Sulla risposta a questa domanda si gioca il futuro del paese, ma l'impressione é
netta. Siamo ad un punto decisivo. O quantomeno. Il discorso comincia a essere preso sul
serio. Fontana presiede la terza assemblea elettiva del paese,
con il compito di redigerne lo statuto. La Lombardia propone dei referendum che sanno di
devolution. Ma Vitali (foto sopra a destra) non ci sta: «non
si possono proporre referendum quando il voto vi ha legittimato a legiferare. E' una
ripetizione demagogica per prendere voti». E ancora: «in Lombardia c'é il pericolo di
un nuovo centralismo a base regionale».
Fontana é deciso e non si fa sommergere di accuse: «la Lega ha
dimostrato di volere una devolution che dia potere agli enti più vicini ai
cittadini». Secondo il diessino le forme che il processo di trasferimento di poteri
dovrà prendere gettano luci ed ombre. Le ombre: il caso Haider. «Il governatore della
Carinzia propone un'annessione con Veneto e Friuli, siete d'accordo?». Fontana: «non
abbiamo rapporti con Haider, e comunque siamo per l'autonomia dei popoli e delle comunità
locali». Ma perché si tira in ballo Haider? Qualche leghista tra il pubblico si
inalbera. Fontana replica: «il caso Haider é una speculazione».
Si torna ai problemi di casa nostra e, ancora una volta, il punto
strategico rimane quello di capire chi sta bluffando e chi no. Fontana tira un colpo
durissimo: «Amato disse nel 1996 che il federalismo era un virus letale per il paese».
Con che coraggio lo ripresentate, sembra essere la vera domanda. E sempre restando su
questi toni, e cioè quelli del "dagli al finto federalista", Vitali ricorda
che, le regioni del Nord governate dal Polo, sono quelle che hanno delegato di meno agli
enti locali, e definisce la Lombardia un «mastodonte burocratico».
La via é tracciata dunque. Il federalismo é da tempo consacrato come fattore di consenso. Adesso conta sapere chi ci
guiderà sulla strada e con quali tappe, ma, soprattutto, quanta parte di democrazia
sostanziale ci restituirà questo passaggio politico. Da registrare, comunque, la
continuazione di un dialogo tra Lega e Ds, proprio qui in provincia, dove l'autonomismo ha
una delle sue culle. Un confronto voluto dal segretario provinciale della quercia, Daniele
Marantelli (presente al dibattito), che sulla necessità di marcare stretta la Lega ha
sempre battuto.
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