| Trattativa, confronto, risultato. E' con
la somma di queste tre parole che si è arrivati alla definizione dei criteri per la
valutazione degli immobili di chi vorrà lasciare Malpensa. Secondo il sindaco di
Ferno Claudia Colombo si tratta di un "riconoscimento materiale e morale giunto alla
fine di un duro lavoro di concertazione". Inoltre, "l'aver ottenuto criteri come
quello sul radicamento - sempre secondo la Colombo - é un successo per le amministrazioni
locali". "Una risposta positiva a questo
particolare problema" é stato invece il commento di Giovanni Canziani, sindaco di
Lonate Pozzolo, che ha poi ricordato come questo accordo sia da intendere come un punto di
partenza per affrontare la compatibilità di territorio e aeroporto. Sullo stesso tasto ha
battuto il sindaco di Somma Lombardo Claudio Brovelli: "questo documento é uno
strumento particolare all'interno però di un disagio complessivo che deve essere ancora
affrontato e mi riferisco in particolare al problema della mancanza di una Valutazione di
impatto ambientale". I tre sindaci hanno inoltre chiesto una certa flessibilità
nell'applicazione dei criteri decisi, nel caso in cui dovessero sorgere nuove esigenze.
Il presidente della Regione Roberto Formigoni ha commentato
l'accordo sulla delocalizzazione con parole di elogio per il lavoro svolto, specificando
che "non esiste nessun obbligo, ma solo la possibilità di usufruire di questo
strumento", e ricordando che il senso del documento é quello di "coniugare la
necessità di un aeroporto intercontinentale che serva allo sviluppo della Lombardia con
la dignità e il rispetto dei cittadini residenti attorno a Malpensa". Infine,
l'assessore Moneta ha annunciato che "i soldi che la Regione otterrà dalla vendita
degli immobili soggetti alla delocalizzazione saranno totalmente reinvestiti in opere di
insonorizzazione e mitigazione ambientale".
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