Questa volta la fregatura sembra proprio che non ci
sarà. I criteri per la vendita degli immobili intorno a Malpensa alla Regione, soddisfano
chi vuole andarsene anche se non chiudono le polemiche. Il dilemma è amletico: accettare
o no i soldi stanziati dalla Legge Finanziaria 144 e anticipati dalla Regione? Cè
voluta unora e mezza circa perché il sindaco Claudio Brovelli, annusata laria
che tirava, decidesse di fare esempi concreti. Una villetta con 120 metri quadri
abitabili, 250 metri quadri commerciali, in proprietà da 20 anni, con 500 metri quadri di
terreno, verrà valutata più di 650 milioni. E solo un esempio, ma dà lidea.
E un prezzo di mercato. Nessun deprezzamento. Il
tavolo di concertazione che ha prodotto il documento di Finlombarda (la finanziaria della
Regione) sugli indennizzi, si può vantare di aver ottenuto buoni criteri di valutazione.
Mario Cucchi, funzionario di Finlombarda, li ha esposti per sommi capi, spiegando che ogni
stima per la valutazione degli immobili si basa su criteri oggettivi e che non sarà
necessaria nessuna perizia. E per questo motivo che la procedura prevede
lautostima: fissati i criteri, non resta che calcolare i coefficienti, basandosi
sulle carte in Comune. Claudio Brovelli ha definito laccordo "un parametro di
minima garanzia che impedirà il nascere di un far-west speculativo".
Cè stata anche qualche contestazione. Non sono pochi i
cittadini che fanno fatica a capire tutti i termini della transazione. E cè chi
contesta alcuni punti dellaccordo. Uno dei residenti, Giacomo Vanetti, ha posto il
problema del principio di non frazionabilità delle case stabilito dal documento. Ma
soprattutto ha criticato il fatto che dopo aver alienato le proprietà, il Comune potrebbe
procedere ad una valorizzazione dei lotti, il cui valore schizzerebbe così alle stelle.
La risposta alla contestazione è stata unanime da parte del sindaco Brovelli, di
Massimiliano Carioni di Forza Italia (che presiedeva l'assemblea di quartiere), dei
dirigenti della Regione presenti, e di Cucchi di Finlombarda: "signori, attenzione,
questo è solo uno strumento a vostra disposizione e non un obbligo". Daltronde
laveva detto ieri anche Formigoni; niente di più e niente di meno.
Così molta gente si trova stretta tra due opzioni: accettare un
accordo che appare molto ragionevole e fare le valigie, oppure puntare i piedi e aspettare
che Case Nuove diventi la base logistica delle compagnie aeree, sperando di guadagnarci di
più. Per alcuni questultima opzione è un diritto. Il signor Vanetti, ad esempio,
sostiene che intorno ad un aeroporto hub un immobile vale 10 milioni al metro quadro.
Saranno in ogni caso costretti a rischiare quelli che possiedono appartamenti ma non vi
risiedono. La legge prevede infatti indennizzi solo per i proprietari residenti,
concedendo però i fondi anche a chi è affittuario ma parente fino al quarto grado del
proprietario. Per gli altri sarà il mercato a decidere.