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Ore 12.52.47
Giorno
04/06/07
Saronno - Il circolo di Rifondazione comunista dà il suo appoggio al World Pride
Riscopriamo "l’orgoglio laico" contro ogni discriminazione

Riceviamo e pubblichiamo

L’8 luglio per la prima volta in Italia, da tutto il mondo, gay, lesbiche, bisessuali, trasgender ed eterosessuali liberi sfileranno fieri ed orgogliosi per le strade di Roma per la difesa delle libertà e della democrazia, per la cessazione di ogni tipo di discriminazione, per il diritto di chiunque ad una sessualità felice e liberata, per riaffermare liberamente il diritto alla parola ed a una concezione laica e plurale dello stato, contro al pena di morte, l’omofobia, gli integralismi ed il razzismo di ogni genere. Il PRC sarà orgoglioso di partecipare al World Pride, la marcia che si celebra ogni anno dal 28 giugno 69, quando per la prima volta, stanco di subire angherie di ogni tipo, qualcuno decise di reagire superando le proprie paure, dando visibilità al secolare destino di invisibilità sociale a cui generazioni di donne ed uomini omosessuali sono stati condannati dall’ipocrita tolleranza della maggioranza.

In uno stato democratico dove "per fortuna" vige una Costituzione avanzata, ci si dovrebbe aspettare una piena collaborazione fra organizzatori, istituzioni e forze dell’ordine affinché una manifestazione pacifica e festosa possa svolgersi tranquillamente.

Purtroppo che così non è stato: di fronte alla aperta ostilità della gerarchia vaticana, molti esponenti politici hanno mostrato la propria ipocrita immaturità tentando di annullare la manifestazione o di relegarla in un ghetto lontano da Roma (considerata provincia del Vaticano).

In più il presidente del Consiglio nel definire inopportuna la manifestazione ha aggiunto "purtroppo" c’è la Costituzione che ci impone dei vincoli" … affermazione gravissima ed incompatibile con il ruolo istituzionale di Amato (da chi?).

Come cittadini italiani non possiamo accettare deroghe alla laicità dello Stato, alla sua imparzialità che è un principio garantista a tutela di tutti, voluto dalla Costituzione perché i diritti e le libertà civili di ognuno fossero rispettati. Uno stato che si permette di entrare nel merito di questioni che esulano la sua competenza decidendo che un diritto (quello rivendicato dalla CEI) sia più diritto di un altro (quello di lesbiche e gay) è uno stato che non dovrebbe lasciar tranquillo nessuno. E’ in gioco, come nel conflitto ciclico con la libertà femminile (di attualità per l’iter legislativo della legge sulla fecondità assistita), il monopolio dogmatico e politico sull’etica sessuale, il controllo "corporale" della disciplina dei costumi

PRC – Circolo di Saronno

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