Con
la chiusura della Cantoni si archivia un altro capitolo, l'ennesimo, della storia
industriale del saronnese. La Cantoni chiude e porta con sé il destino di settanta
lavoratori, i quali hanno chiesto la mediazione dell'Amministrazione comunale, che ha
risposto immediatamente all'appello. Infatti in questi giorni il vicesindaco
Annalisa Renoldi (nella foto a sinistra) , che ha la delega
al Lavoro, ha incontrato le rappresentanze sindacali per fare un punto della situazione e
predisporre a breve un piano d'intervento. «Ho trovato
dei lavoratori responsabili - ha detto Annalisa Renoldi- che stanno affrontando la
situazione con grande dignità e razionalità e, tenendo conto che dietro ci sono settanta
famiglie, mi sembra un atteggiamento da sottolineare. Quello che sta avvenendo alla
Cantoni non fa altro che confermare una tendenza alla deindustrializzazione in atto già
da tempo nel nostro comprensorio. Questa vicenda rattrista perché la Cantoni, come la De
Angeli e la Frua, era una presenza industriale importante sia per dimensione che per
storia»
Per quanto riguarda gli interventi, l'assessore Renoldi conferma il
massimo impegno dell'Amministrazione comunale. Verrà attivato sulla questione l'Ufficio
del lavoro, che l'Amministrazione ha deciso di continuare a finanziare con mezzi propri,
visti i buoni risultati ottenuti. Il compito non sarà comunque facile perché, come per
altre situazioni simili (vedi Calzificio Carabelli), la manodopera ha caratteristiche poco
appetibili per il mercato del lavoro. «Le nostre strutture e uffici del lavoro
contatteranno a breve l'associazione industriali per verificare da subito le possibilità
reali di ricollocazione che hanno i lavoratori della Cantoni, consapevoli che, vista
l'età e il basso livello di scolarità di molti di loro, non sarà cosa facile. Per fare
un esempio alcuni lavoratori sono in prossimità della pensione, ma la prospettiva della
mobilità non gli risolve il problema. Comunque sia, faremo tutte le attività e
prenderemo tutti i provvedimenti necessari al caso, a partire dai percorsi di
riqualificazione della manodopera. Sentiremo anche la famiglia Inghirani, proprietaria
dell'azienda».
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