| Domenica scorsa alla Residenza Gonzaga
di Gorla Minore si é tenuta l'Assemblea della Compagnia delle Opere Alto Milanese.
L'incontro era dedicato alla presentazione dell'ultimo libro di Don Luigi Giussani:
"L'Io, il potere e le Opere". Pubblichiamo a margine dell'incontro una
riflessione sulla giornata di Marcello Saporiti, responsabile relazioni esterne della Cdo
Alto Milanese. "Chiunque agisce, mosso da un
desiderio, da un bisogno cui rispondere, trova posto tra di noi. La Compagnia delle Opere
è nata così, da persone che si sono messe insieme per "fare con" gli altri
lopera cui avevano messo mano - profit o non profit - a partire da un Ideale, da una
concezione di uomo che abbraccia tutto e non lascia fuori nulla: lio, la famiglia,
leducazione dei figli, il proprio lavoro, la solidarietà, la politica. Il
cristianesimo, infatti, non è la pretesa di risolvere i bisogni (questo è proprio
dellideologia), bensì la loro condivisione e la posizione ad essi adeguata per
affrontarli."
E quanto è emerso dall Assemblea della Compagnia delle
Opere Alto Milanese, che si è tenuta domenica 2 luglio presso lo stupendo complesso che
ospita la Residenza Gonzaga di Gorla Minore. LAssemblea, che era dedicata alla
presentazione del libro di luigi Giussani (fondatore di Comunione e Liberazione)
"LIO, il Potere e le Opere", ha visto quali protagonisti lAssessore
alla formazione professionale della Regione Lombardia, Alberto Guglielmo, Giuseppe
Garofano, Mario Saporiti, Responsabile Nazionale dei Servizi della Compagnia delle Opere e
Paolo Fumagalli, Presidente della Compagnia delle Opere Alto Milanese.
"Lunica condizione per non manipolare la realtà e per
non diventarne schiavo - ha detto Garofano - è tenere presente la persona nella sua
globalità".
"Solo lappartenenza ad una compagnia che considera
luomo in questo modo è - per l'Assessore regionale Guglielmo - lantidoto ad
un potere fine a se stesso e la possibilità che esso sia invece servizio, a difesa di
reali spazi di libertà e di costruzione dal basso, secondo la formula "Più
società, meno stato".
"E a partire dalla condivisione di un desiderio e di un
bisogno, quindi, che si costruisce insieme un tentativo di risposta. Da qui - è stato il
senso dellintervento di Mario Saporiti - nascono i servizi alle imprese e le opere,
come tentativo di valorizzazione intelligente delle capacità di ognuno".
"La Compagnia delle Opere non è quindi a favore di questo o di
quel gruppo di potere, ma chiede al potere che venga riconosciuta come realtà che
promuove e tutela la possibilità di una dignitosa presenza delle persone nel contesto
sociale, attraverso la presenza di opere e imprese nella società".
Lassemblea si è conclusa con la descrizione dei servizi
offerti dalla Compagnia delle Opere agli associati (circa 900 nellAlto Milanese) e
lapprovazione del bilancio consuntivo 1999.
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