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| Gallarate -
Parla Roberto Sartori di Exodus: «abbiamo ascoltato tanti ragazzi». Le proteste:
«diffidenza? All'inizio é normale» |
| Debutta tra le proteste il
centro d'ascolto alla stazione |
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Sono venute cinquanta
persone a prendere a prendere materiale informativo, dieci si sono sedute per un
colloquio, due hanno preso appuntamento e uno proprio oggi (mercoledì 5) é andato da
Exodus in via Roma a chiedere come si fa a uscire dalla droga. Questo il bilancio della
prima giornata dell'associazione di Don Mazzi alla stazione di Gallarate. Un debutto
segnato dalla protesta dei residenti del quartiere, spaventati dalla possibilità che il
banchetto dei volontari possa far "affezionare" troppo i tossici alla stazione.
«La situazione può solo migliorare» risponde dal canto suo Roberto Sartori di Exodus.
Ma la petizione contro il punto d'ascolto si é fatta dura e ieri mattina si é presentato
un nutrito gruppo per protestare. «E' una reazione normale - dice Sartori - li capisco,
ma vedrete che con il passare del tempo impareremo a conoscerci». Exodus porta in dote
due esperienze positive di questo tipo: Parco Lambro e la stazione centrale di Milano.
L'idea é che anche questa volta il miracolo si ripeta, un nuovo tentativo di dialogo:
dodici volontari per dodici ore di presidio dalle 10 alle 22, un tavolo, due sedie, una
panca. Ieri sera poi il tutto si è protratto fino alle 22 e 45 perché cinque ragazzi sui
diciannove anni, tossicodipendenti, avevano ancora voglia di parlare. E in mezzo alla
giornata un campionario di umanità varia: clochard, alcolisti, anche extracomunitari
senza lavoro. «Il bilancio è davvero buono - attacca Sartori - considerando che é solo
l'inizio». Intanto continuano le trattative per avere un vero e proprio locale: «ne
abbiamo individuato uno di fronte all'ex deposito bagagli, vicino al binario 1, con
entrata autonoma sul piazzale». Sarebbe l'ideale. Le Ferrovie dello stato hanno dato
disponibilità, ma devono fare i conti con la privatizzazione. E c'é poi la concomitanza
con l'operato delle forze dell'ordine. Ma Sartori é fiducioso: «la Polizia é stata
davvero encomiabile: ci hanno lasciato ascoltare tutti senza intervenire». Proprio di
questo, però, hanno paura i cittadini. Che i volontari finiscano per difendere
l'esistente ostacolando la repressione delle forze dell'ordine. «Era così anche quando
andammo in via Mercanti - risponde Sartori - dove invece abbiamo lasciato un ottimo
ricordo. E' un esperienza che porteremo avanti con fiducia. Tanto più che siamo tutti
volontari e all'amministrazione non costiamo nulla». |
Roberto Rotondo
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