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Proposto un consorzio tra comuni per gestire il centro d'accoglienza. Si punta sull'ex
carcere di via Forze Armate |
| Immigrazione, pressing dei
Comuni su Gallarate |
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| La palla adesso passa ai Comuni e
soprattuto a quello di Gallarate. Con questa dichiarazione d'intenti il Coordinamento Pace
& Solidarietà ha concluso l'incontro pubblico di mercoledì sera sul tema
dell'immigrazione, alla presenza di esponenti politici di sei Comuni del comprensorio
gallaratese. L'obiettivo era quello di trovare disponibilità a muovere soldi e risorse
per dare vita ad un centro d'accoglienza. Obiettivo centrato a metà, perché di promesse
non ce ne sono state, piuttosto alcuni ragionamenti che hanno portato a chiedere con molta
chiarezza al Comune di Gallarate se davvero esiste la disponibilità di destinare a tale
scopo l'ex carcere di via Forze Armate. La questione é stata già discussa in
commmissione servizi sociali (ieri sera era presente il presidente Luigi Parassoni).
Toccherà ora al Consiglio dire la sua, anche se le polemiche legate alle dimissioni del
presidente non fanno prevedere di certo tempi brevi. Perché si punta su Gallarate?
Perché é il Comune di riferimento della zona Malpensa con più abitanti e con più
risorse, questo in sostanza il motivo. Ma la gestione di un centro costa. Per questo il
Coordinamento propone ai Comuni di costituire un consorzio di gestione, o qualcosa di
simile, in cui ogni ente locale possa contruibire in base alla sua grandezza agli oneri
totali. Le modalità sarebbero da valutare: si possono considerare il numero di abitanti,
come i posti riservati da ciascun Comune o ancora il numero di extracomunitari presenti
nel proprio territorio e destinati al centro. Secondo alcuni degli operatori del settore
privato sociale interpellati dal Coordinamento i soldi si possono trovare: la
ristrutturazione dello stabile potrebbe ottenere dei finanziamenti regionali, così come
é successo a Monza per il 100% delle spese, la Ue, poi, disporrebbe di apposite linee di
finanziamento per gli asilanti, gli stranieri fuggiti da persecuzioni politiche, che in
genere approdano a Malpensa. Rimarrebbe da coprire la gestione e da qui l'idea del
consorzio o comunque di una gestione partecipata. I rappresentanti dei Comuni presenti
hanno manifestato interesse per la proposta anche se bisogna vedere se dalle parole si
scenderà ai fatti. L'assessore ai servizi sociali di Cardano al Campo Enrico Franzioni
chiede che sia Gallarate a dare un colpo di spalla mentre assicura attenzione quello di
Somma Lombardo Partizia Brambilla e così anche il sindaco di Ierago Gianluca Giarola.
Disponibilità a discutere anche dagli altri assessori ai servizi sociali: Maria Grazia
Sartini di Lonate Pozzolo e Luigi Ielmini di Arsago Seprio e da un rappresentante del
Comune di Cavaria. I prossimi passi saranno questi: si spera che Gallarate possa discutere
entro l'estate due proposte, la prima é di Ennio Melandri dei Comunisti Italiani e chiede
che il Comune entri nel protocollo d'intesa della Provincia sul tema dell'immigrazione. E'
un primo passo ma non vuol dire che poi si faccia qualcosa, perchè spetta comunque agli
enti locali dare il via alle richieste. Secondo, si attenderanno le decisioni (o non
decisioni) di Gallarate in merito all'ex Carcere. Se entro settembre non sarà successo
nulla Pace & Solidarietà tornerà all'attacco con tutti i Comuni interessati, anche
se é oramai chiaro che il pesce grosso é proprio quel Comune di Gallarate che per ora
sembra preso da tutt'altre faccende. |
Roberto Rotondo
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