| Con l'esibizione di
Winton Marsalis accompagnato dalla Lincoln Center Jazz Orchestra si è conclusa l'edizione
2000 dell'Estival Jazz di Lugano. Il trombettista americano ha offerto uno dei concerti
più affascinanti della rassegna, sospeso tra sperimentazione e radici afro, tra la
virtuosità dei singoli protagonisti della sua band e la sua naturale capacità di
cogliere gli umori della musica contemporanea. Serata
freddina, ma pubblico strabordante nella splendida cornice di Piazza della Riforma. Le
esibizioni sul palco erano state aperte dal quartetto di Lonnie Smith e Ronnie Cuber, che
ha proposto un impasto in bilico tra jazz, fushion e rythm'n blues. Subito dopo é
arrivata la bellissima esibizione di Marsalis e della sua orchestra. Il repertorio
proposto ha spaziato da alcune classiche composizioni per Big band, a rivisitazioni di
pezzi di Louis Armstrong, fino alla gradita sorpresa dello Schiaccianoci di Tchajkoskj
filtrato attraverso la geniale versione che ne fece Duke Ellington.
Entusiasmo puro nella piazza, trasformata nell'occasione in
una vera e propria babele di lingue: italiano, inglese, francese, tedesco. Un pubblico
cosmopolita, quindi, a pochi chilometri da Varese, che ha salutato con lunghissimi
applausi la performance del jazzista americano. Non altrettanto entusiasmo, invece, per
Barbara Hendrix, raffinata interprete di un gospel a cappella, insieme al gruppo "Moses Hogan Singers", per la verità un po' fuori tema rispetto
all'atmosfera elettrica che si era creata con il precedente concerto. La voce da soprano
della Hendrix é rimasta un po' nell'ombra, di fronte ad una piazza probabilmente
spiazzata dall'accostamento.
Potente e scoppiettante, al contrario, l'epilogo della
serata, con il trombonista Fred Wensley e la "Jazz Funk Explosion". Due parole
infine sulla splendida Lugano vista ieri sera. Una cittadina in grande spolvero,
aperta, colorata. Da fare invidia a noi italiani.
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