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Ore 12.53.25
Giorno
04/06/07
 
Lugano - Una Piazza Riforma strapiena ha accolto il famoso jazzista americano
Winton Marsalis chiude alla grande l'Estival Jazz

Con l'esibizione di Winton Marsalis accompagnato dalla Lincoln Center Jazz Orchestra si è conclusa l'edizione 2000 dell'Estival Jazz di Lugano. Il trombettista americano ha offerto uno dei concerti più affascinanti della rassegna, sospeso tra sperimentazione e radici afro, tra la virtuosità dei singoli protagonisti della sua band e la sua naturale capacità di cogliere gli umori della musica contemporanea. 

Serata freddina, ma pubblico strabordante nella splendida cornice di Piazza della Riforma. Le esibizioni sul palco erano state aperte dal quartetto di Lonnie Smith e Ronnie Cuber, che ha proposto un impasto in bilico tra jazz,  fushion e rythm'n blues. Subito dopo é arrivata la bellissima esibizione di Marsalis e della sua orchestra. Il repertorio proposto ha spaziato da alcune classiche composizioni per Big band, a rivisitazioni di pezzi di Louis Armstrong, fino alla gradita sorpresa dello Schiaccianoci di Tchajkoskj filtrato attraverso la geniale versione che ne fece Duke Ellington.

Entusiasmo puro nella piazza, trasformata nell'occasione in una vera e propria babele di lingue: italiano, inglese, francese, tedesco. Un pubblico cosmopolita, quindi, a pochi chilometri da Varese, che ha salutato con lunghissimi applausi la performance del jazzista americano. Non altrettanto entusiasmo, invece, per Barbara Hendrix, raffinata interprete di un gospel a cappella, insieme al gruppo "Moses Hogan Singers", per la verità un po' fuori tema rispetto all'atmosfera elettrica che si era creata con il precedente concerto. La voce da soprano della Hendrix é rimasta un po' nell'ombra, di fronte ad una piazza probabilmente spiazzata dall'accostamento.

Potente e scoppiettante, al contrario, l'epilogo della serata, con il trombonista Fred Wensley e la "Jazz Funk Explosion". Due parole infine sulla splendida Lugano vista ieri sera.  Una cittadina in grande spolvero, aperta, colorata. Da fare invidia a noi italiani.

                                                                 

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