| Il cabaret all'aperto con Max
Pisu ai Giardini Estensi sembra aver avuto successo. Tutti i biglietti venduti e ancora
molta gente che pur di partecipare si è accontentata di un angolo ritagliato fra i
cespugli. Tarcisio ha iniziato con la pantomima del play-boy
e ha continuato con i racconti del focolare domestico ed oratoriale. Grazia Colombo,
ipotetica fidanzata senza un braccio, ha una madre con gambe di diversa misura (rende con
il marciapiede, ma ha difficoltà sui passi carrai). L'amico Gigi la cremeria, la fa in
bagno. Don Dante è rindondante e la Signora Iannuzzo mezza cieca diventa all'occasione
anche sorda. Personaggi storpi e strambi che Pisu sembra tirar fuori da un cilindro
surreale che hanno fatto da protagonisti e da collante per lo spettacolo di cabaret durato
poco più di un'ora.
Un tavolo e dell'acqua gelata su un tavolino, mentre Tarcisio, solo
sul palco, si destreggia tra gite a Lourdes e reinterpretazioni oratoriali di Titanic.
Picchi di efficace comicità e bravura Pisu li ha raggiunti soprattutto nei suoi dialoghi
telefonici, tra i quali una telefonata internazionale in cui nomi di città e paesi di
tutto il mondo sono diventati i nuovi termini della conversazione. Vagheggiamenti su doppi
sensi, a volte precisati inutilmente, ma comunque passabili di un sorriso e a volte, per
la loro insulsa connessione, di una risata. Un ritmo galoppante che non ha caratterizzato
tutto lo spettacolo, ma che ha fatto chiedere il bis.
La platea ha riso molto, a volte in anticipo, in ricordo di battute
già rese note dallo Zelig televisivo, anche se, ai varesini presenti, non sembra essere
dispiaciuto ripercorrere con Pisu i suoi "dai certe cose ti segnano" e
"minchia che ridere". Concludendo, come farebbe la madre di Tarcisio, "Non
è mica sempre Fiesta e se Ciao Cream ti sembra diversa dalla Nutella
tu mangia solo
la parte marrone".
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