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Ore 12.53.44
Giorno
04/06/07
 
 
Bolzano - Nel segno di CONSAGRA la mostra allestita al MUSEION di Bolzano dal 09 giugno al 27 – agosto –2000.
Nella tensione degli opposti

Un’esposizione che è una grande retrospettiva e che racconta la storia di una scultura nata attorno al dopoguerra e proseguita sino ad oggi con grande attenzione di critica e di pubblico. Una mostra che è anche una celebrazione, Consagra è nato nel 1920 e quest’anno compie ottant’anni.

"...Noi ci proclamiamo FORMALISTI e MARXISTI, convinti che i termini marxismo e formalismo non siano inconciliabili, specialmente oggi che gli elementi progressivi della nostra società debbano mantenere una posizione Rivoluzionaria e Avanguardistica...."

Con questo incipit si apre il manifesto di FORMA , gruppo di giovani artisti "romani" d’adozione che rivendicano in campo artistico una precisa scelta ideologica ma anche l’assoluta volontà di autonomia dell’arte e una chiara scelta estetica. Un’arte che va alla ricerca di una forma " pura", al di fuori e al di là di possibili cadute psicologiche ed espressioniste, al di là di un’arte di visione paesaggistica o di nature morte.

Proprio da queste consapevolezze formali parte il lavoro di Consagra, dall’idea di una nuova scultura e arte in cui la ricerca astratta diventa, anche per l’Italia del periodo, un aspetto non solo formale , come lo era certamente per il milanese gruppo del MAC, ma un’operazione formale ed etica da contrapporsi all’idea di arte post-cubista e realista di guttusiana origine .

Da quell’inizio di emancipazione e autonomia seguiranno le sculture della serie dei "Legni Bruciati" o dei Ferri Trasparenti" in cui le forme della scultura impongono la ricerca di una verticalità interamente astratta.

Una scultura esercitata attraverso moduli spaziali che giocano la loro presenza formale tra elementi regolari e irregolari, attraverso moduli spaziali il cui profilo scultoreo attraverso la presenza della luce, nega lo specifico della scultura, ossia la tridimensionalità.

Ecco allora che la serie dei "Colloqui", o delle "Muraglie" sta tutta dentro esiti formali bidimensionali in cui la verticalità e il recupero espressivo del colore o degli intarsi di colore suggeriscono monumentali costruzioni plastiche.

L’importanza innovativa della scultura di CONSAGRA sta anche nella consapevole difficoltà della sua progettazione, la quale avviene attraverso un disegno meticoloso e inappellabile, dove nulla è lasciato al caso ma segue un preciso e ben definito sviluppo di rigorosa selezione. Una scultura che già traspare dai molti piccoli segni calligrafici, a più colori,

di cui è composta, e che riempie i taccuini di progettazione, indispensabili premesse per l’intera produzione .

Una necessità rigorosa che accomuna la sua scultura a certe pratiche della poetica costruttivista , necessario presupposto per quello sviluppo di dialogo, compiuto da Consasgra, con l’architettura attraverso le sue produzioni sul tema della "Città Frontale".

"...Mi sono proposto un programma, dice Consagra in una conversazione con il fotografo Ugo Mulas, ...di andare incontro a una forma che non era prevista e che veniva realizzata man mano che mi addentravo nelle necessità , nella funzione ipotetica dell’edificio. Un edificio ipotetico, di una città ipotetica, di una società ipotetica ma a cui credo.... e intanto qualcosa di grande, al vero, si sta progettando, il teatro Comunale di Gibellina e un Meeting, cioè una stazione di autobus con relativi spazi per ristoro ecc. Un teatro lungo 80 metri e alto 30. Un’idea di teatro trasparente, con due platee che mi emoziona molto. Un teatro frontale; è un’opportunità bellissima...."

Lavori, per altro realizzati a Gibellina Nuova insieme all’arco d’ingresso della città con quella sua forma stellare che attraversa la strada a doppia carreggiata di traffico.

La complessità delle variazioni, l’unitarietà delle forme, la tensione degli opposti , la costante ricerca formale, l’irripetibilità, la raffinatezza, la fantasia, le venature dei materiali lapidei sono il controcanto all’apparente rigore geometrico delle forme e costituiscono i poli di una lunga esperienza di vita dedicata all’innovazione della scultura e alla passione dell’arte. Un percorso durato ottant’anni e che attraverserà il tempo.

PIETRO CONSAGRA: Frontalità
Museo D’Arte Moderna di Bolzano MUSEION
Dal 09 – giugno al 27 agosto - 2000
Tel 0471 – 977116 fax 0471 – 980001

Antonio Maria Pecchini

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