Torna al tempo libero

E-mail

 

Ore 12.53.48
Giorno
04/06/07
 
Varese - Virtuosismi e sperimentazioni per la serata conclusiva di "Varese  in Jazz"
La poetica leggera di Towner, Taylor e Maria Pia De Vito

La rassegna "Varese in Jazz" chiude in bellezza. A dividersi la scena giovedì sera sono tre musicisti d’eccezione: la cantante italiana Maria Pia De Vito, il pianista di Manchester John Taylor ed infine uno dei più leggendari e noti chitarristi del ‘900: Ralph Towner.

"Verso" è il titolo del loro nuovo cd, realizzato per l’etichetta inglese Provocateur, una label che produce musica acustica in qualche modo legata al jazz e al mondo dell’improvvisazione.

L’incontro tra il sessantenne chitarrista di Washington con John Taylor e la De Vito nasce quasi per caso, in occasione di un concerto del pianista e della cantante che Ralph ha modo di ascoltare nel 1997, al festival di Roccella Ionica. Egli rimane subito catturato dalla performance e in poche ore nasce il progetto del trio.

"Verso" è un assieme di linguaggi, conglobati nell’estemporaneità del jazz dove i tre musicisti dialogano mediante un’estesa tavolozza di colori: la "napoletanità" di Maria Pia, i moduli di Ralph tessuti all’interno di una tecnica non appariscente ma creativa e ineccepibile, il pianismo di John, strutturato e rigoroso ma nel contempo fantasioso e politimbrico. Il "verso" è l’unità poetica, elaborata dalla stessa cantante in quell’intreccio di musicalità e calore che è il napoletano. "Verso" è infine la direzione di un percorso nel quale i musicisti si ritrovano in un’atmosfera misurata dove la virtuosità è sublimata e dove prende spazio la pura poesia del suono. I tre artisti si offrono in poco più di un’ora di concerto alternandosi nell’organico come a voler lasciare spazio alla personalità di ciascuno, senza sacrifici. Alla fine si concedono in un bis funambolico che ricorda i momenti del "free" ma anche le sequenze di Luciano Berio e i linguaggi della sperimentazione. Varese giovedì sera ha ascoltato la vera modernità del jazz che non si perde nelle trame di un’improvvisazione sconfinata ma che unisce anima e linguaggi diversi in una libertà di espressione che è il nocciolo della sua essenza.

Claudio Farinone

Torna all'inizio dell'articolo