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Ore 12.53.49
Giorno
04/06/07
 
 
Città di Castello - A cinque anni dalla morte è stata aperta un’ampia retrospettiva con 158 opere presso gli ex seccatori di tabacco e la Fondazione Burri
Burri un inedito quotidiano

"....Quanto al futuro dei miei quadri, compreso il problema del loro restauro non me ne preoccupo. Sono resistenti.." Così sosteneva Burri in un lungo articolo a lui dedicato da F. Minervino, nel lontano 1984, dalle colonne del Corriere della Sera in occasione della mostra al Nuovo Museo di BRERA 2 a Milano ( dov’è finito quel Museo?). Certo non aveva torto . L’attuale mostra a CITTA’ Di CASTELLO, luogo di nascita , d’elezione e oggi di "memoria" è lì a ricordarlo.

A cinque anni dalla morte, infatti, è stata aperta un’ampia retrospettiva, 158 opere con una ventina di inediti, presso gli EX SECCATOI del TABACCO, seconda sede della Fondazione che di lui porta il nome.

Così chi ancora non conosce questo grande innovatore della pittura contemporanea, non solo italiana, potrà averne un approccio e seguire l’iter del suo grande testamento pittorico a partire dai primi quadri del dopoguerra, ancora molto calligrafici e con forti cromatismi, fino ai "SACCHI" alle "MUFFE" o ai "CATRAMI" ai "CELLOTEX" o ai "CRETTI" o alle "COMBUSTIONI" degli anni successivi.

Non sarà facile l’approccio. Le tele di BURRI, infatti, non lavorano per rappresentazione di dati di realtà ma sono elementi e materiali reali, dotati di autonome superfici di colore, ma di un certo colore.

Il rapporto che Burri per anni ha avuto con i materiali della pittura sono strumento e contenuto per le stesse opere, dove la piega sulla tela, lo strappo della tela, le cuciture preesistenti o suggerite dalla tela, le abrasioni, le trafitture, costruiscono un mondo "informe", rude, terreno.

Poi i colori, monocromi, giocati sulla contrapposizione di superfici lucide e opache , tra bianchi e neri, tra rossi sangue come ferite e bruciature che creano e annullano le forme .

A volte, tra quelle superfici scabre, tra tasselli di legno bruciato , tra plastiche combuste, fa occhiolino un tassello d’oro,

taglio di luce improvviso che incastrato tra l’informe di quel mondo ne indica il calore, la pulsione, la vita.

La suggestione del luogo aiuta anche i meno disposti d’animo ad entrare nel percorso suggerito. Le grandi pareti nere isolano le tele in uno spazio infinito e ne accentuano la preziosità e quel rigore che ha fatto di una pittura materica e informe, un luogo di classicità

Così il visitatore ha, prima di tutto , la piacevolezza del percepire fisicamente e materialmente, la spazialità delle tele, l’equilibrio teso degli elementi cromatici, la composta narrazione delle forme, tanto che non si potrà non notare che in quelle stesse lacerazioni, ricuciture, combustioni monocromatiche, vi è riflessa e sublimata tutta la realtà del nostro tempo, fatta di crisi generali ma anche di parziali voglie di resurrezione. Potrà così accorgersi che tutta la parabola pittorica di Burri non può essere semplicemente codificata in una corrente e in una esperienza ma rivela nessi fittissimi con l’antica cultura figurativa in un arco temporale ampio e fecondissimo (dal rigore di Piero della Francesca a quello di Mondrian, dall’azzeramento cromatico di un Malevic alla calda sensualità pittorica di un Rembrandt, solo per fare qualche esempio).

Concluso il percorso nella rarefatta essenzialità iconica delle tele, siamo restituiti al mondo e alle vitali effervescenze del quotidiano. E non è un paradosso se l’occhio non è più così sicuro nel vedere né è paradossale che si è imparato a guardare le cose del mondo con una sola certezza, quella dell’incertezza di ogni suo fenomeno.

La mostra è curata da Maurizio Calvesi e da un ampio comitato scientifico: Gabriella Belli, Bruno Corà, Andrea Emiliani, Susan Ferleger Brades, Ida Giannelli, Helmut Friedel, Carlo Pirovano, Erich Steingraber, Giuliano Serafini, Italo Tomassoni.

BURRI INEDITO EX SECCATOI DEL TABACCO
Fondazione Burri

CITTA DI CASTELLO
Dal 24 giugno al 30 settembre 2000
Chiuso il Lunedì
Tel - 0758-559848 -- Fax 0758—554649

Antonio Maria Pecchini

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