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Ore 12.53.53
Giorno
04/06/07
Milosz in scena in Valcuvia
 
Rancio Valcuvia - Successo per lo spettacolo teatrale di Oscar Milosz.
Due ore di ottimo teatro con il "Mistero di Manara"

Avete mai visto trasformare un paese delle nostre valli in una località Spagnola e tornare indietro nel tempo con essa?

Tutto questo è successo sabato sera nel Comune di Rancio Valcuvia.

La comunità montana, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune stesso, ha ospitato per le strade, la piazza e le contrade di Rancio uno spettacolo teatrale itinerante.

L’opera proposta è "il mistero di Manara"di Oscar Milosz.

La storia narra di un nobile Spagnolo, Miguel Manara appunto, che dopo aver passato gran parte della sua vita nel peccato e nella malvagità verso il prossimo, trova la redenzione ed il pentimento grazie a sua moglie Girolama.

Come spesso accade nei drammi sacri, la sfortuna si accanisce sull’ex peccatore facendogli perdere ancor giovane la donna della sua vita.

Da qui nasce la nuova storia di Miguel fatta di fede al servizio dei poveri e dei malati passando tutti i suoi anni in un convento e diventando lui stesso un frate predicatore.

Solo sul punto di morte torneranno i suoi fantasmi per presentargli il conto delle sue malefatte in gioventù, ma i sacrifici e le preghiere svolte durante il suo ritiro gli garantiscono le porte del Paradiso.

La povera trama è però arricchita grazie alla bravura e alla fantasia del regista dello spettacolo Fabio Battistini.

La formula del teatro itinerante è vincente.

Usando tre scene diverse in vari punti del paese il racconto diviene oltre che affascinante, anche molto realistico.

Nel passare da una postazione all’altra, il pubblico si mescola con gli attori in costume facendoci credere di essere veramente nella periferia di una Siviglia d’altri tempi.

I punti usati sono il cortile di Palazzo Sacchetti Parini, il centro storico, la piazza ed infine il Monastero di Rancio.

Da rilevare la bravura della Compagnia dell’Eremo, ed in particolare l’attore protagonista Antonio Zanoletti, sia per la difficoltà del testo, sia per aver superato brillantemente gli ostacoli che questo tipo di teatro può portare.

L’orologio della chiesa con i suoi assordanti ritocchi, ed un innocente gattino comparso all’improvviso impaurito e spaesato proprio durante l’ultima scena, avrebbero potuto mettere in difficoltà gli attori.

Così non è stato ed alla fine i quasi trecento spettatori hanno potuto ringraziare con un lungo applauso, coloro che hanno saputo regalare ad un piccolo paese delle nostre valli due ore di ottimo teatro.

Pietro Migliore

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