| Avete mai visto
trasformare un paese delle nostre valli in una località Spagnola e tornare indietro nel
tempo con essa? Tutto questo è successo sabato sera
nel Comune di Rancio Valcuvia.
La comunità montana, in collaborazione con
lassessorato alla cultura del Comune stesso, ha ospitato per le strade, la piazza e
le contrade di Rancio uno spettacolo teatrale itinerante.
Lopera proposta è "il mistero di Manara"di
Oscar Milosz.
La storia narra di un nobile Spagnolo, Miguel Manara
appunto, che dopo aver passato gran parte della sua vita nel peccato e nella malvagità
verso il prossimo, trova la redenzione ed il pentimento grazie a sua moglie Girolama.
Come spesso accade nei drammi sacri, la sfortuna si
accanisce sullex peccatore facendogli perdere ancor giovane la donna della sua vita.
Da qui nasce la nuova storia di Miguel fatta di fede al
servizio dei poveri e dei malati passando tutti i suoi anni in un convento e diventando
lui stesso un frate predicatore.
Solo sul punto di morte torneranno i suoi fantasmi per
presentargli il conto delle sue malefatte in gioventù, ma i sacrifici e le preghiere
svolte durante il suo ritiro gli garantiscono le porte del Paradiso.
La povera trama è però arricchita grazie alla bravura e
alla fantasia del regista dello spettacolo Fabio Battistini.
La formula del teatro itinerante è vincente.
Usando tre scene diverse in vari punti del paese il
racconto diviene oltre che affascinante, anche molto realistico.
Nel passare da una postazione allaltra, il pubblico
si mescola con gli attori in costume facendoci credere di essere veramente nella periferia
di una Siviglia daltri tempi.
I punti usati sono il cortile di Palazzo Sacchetti Parini,
il centro storico, la piazza ed infine il Monastero di Rancio.
Da rilevare la bravura della Compagnia dellEremo, ed
in particolare lattore protagonista Antonio Zanoletti, sia per la difficoltà del
testo, sia per aver superato brillantemente gli ostacoli che questo tipo di teatro può
portare.
Lorologio della chiesa con i suoi assordanti
ritocchi, ed un innocente gattino comparso allimprovviso impaurito e spaesato
proprio durante lultima scena, avrebbero potuto mettere in difficoltà gli attori.
Così non è stato ed alla fine i quasi trecento spettatori
hanno potuto ringraziare con un lungo applauso, coloro che hanno saputo regalare ad un
piccolo paese delle nostre valli due ore di ottimo teatro.
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